Oggi parte il QE, ecco cosa significa e una domanda su tutte: sarà efficace?

Il QE della BCE parte oggi e già lo spread BTp-Bund è sceso sotto i 100 punti base per la scadenza a 10 anni. Ma il piano di Mario Draghi sarà davvero efficace a raggiungere gli obiettivi dichiarati dall'istituto?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il QE della BCE parte oggi e già lo spread BTp-Bund è sceso sotto i 100 punti base per la scadenza a 10 anni. Ma il piano di Mario Draghi sarà davvero efficace a raggiungere gli obiettivi dichiarati dall'istituto?

Da oggi, la BCE inizia ad acquistare i titoli di stato emessi dai governi dell’Eurozona sul mercato secondario e tramite le istituzioni europee, oltre che ai titoli Abs e “covered bonds” per complessivi 60 miliardi al mese. Una cinquantina di miliardi dovrebbe essere dedicata ai bond governativi, che restano innegabilmente il vero piatto forte di questa partita. Fino a luglio saranno esclusi dagli acquisti i bond della Grecia, che potranno essere comprati da Francoforte successivamente, sempre che sarà raggiunto un accordo tra il governo Tsipras e i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) su riforme, conti pubblici ed eventuali nuovi prestiti. Il programma andrà avanti fino al mese di settembre del 2016, ma la BCE avrà facoltà di estenderlo nel tempo, qualora da qui a un anno e mezzo non sarà stato centrato l’obiettivo di un’inflazione vicina al 2% annuo. L’obiettivo di Francoforte è di stimolare i prezzi nell’Eurozona, sia immettendo liquidità sul circuito finanziario, sia favorendo il deprezzamento dell’euro, per via dei deflussi di capitali. A loro volta, un euro meno caro e rendimenti più bassi dovrebbero anche favorire la ripresa dell’economia nell’unione monetaria.   APPROFONDISCI – Tassi negativi, il dominio assoluto della Germania con un bond su 3 nel mondo  

I dubbi sull’efficacia

Detto ciò, i dubbi sulla reale efficacia del cosiddetto “quantitative easing” ci sono. Anzitutto, guardando alla Federal Reserve, che per prima ha adottato questo piano di allentamento monetario, scopriamo che nonostante una politica dei tassi zero perseguita sin dalla fine del 2008, l’istituto USA ha dovuto mettere in piedi in 6 anni ben 3 tipi di QE, i quali non sono riusciti a riportare l’inflazione ai livelli desiderati, tanto che a gennaio gli USA hanno registrato un calo tendenziale dei prezzi, dovuto essenzialmente al tracollo dei prezzi energetici, ma in ogni caso non centra il target di un’inflazione al 2% da ben 32 mesi. E si ponga attenzione al fatto che il QE della Fed era illimitato sia nel tempo che nelle quantità di Treasuries e mortgage-bond securities da acquistare, tanto che il bilancio dell’istituto si è espanso di circa 3.500 miliardi di dollari in 6 anni. Per un  raffronto, si pensi che il QE della BCE è stato studiato per un importo complessivo di 1.140 miliardi di euro, meno della metà di quello americano. Altro aspetto considerevole: la BCE interviene a rendimenti già infimi, persino negativi per buona parte delle scadenze dei titoli di stato dei paesi “core” dell’Eurozona. La Germania registra rendimenti sotto lo zero per i suoi Bund fino a 7 anni, mentre emette i decennali a tassi appena sopra lo zero (0,3%). La stessa Italia, che solo 3 anni fa era in preda al panico per la crisi dello spread, adesso vende sul mercato i BTp a 10 anni al rendimento di appena l’1,36%, mentre il differenziale con i titoli tedeschi è sceso sotto i 100 punti base. Si tratta di minimi storici per i rendimenti italiani.   APPROFONDISCI – Da lunedì parte il QE e lo spread BTp-Bund scende sotto i 100 punti. Crisi finita?   E’ vero che buona parte di questo crollo dei rendimenti è dovuto proprio all’attesa del QE, ma già prima che la BCE  intervenisse a settembre con un linguaggio molto accomodante e lasciando intravedere il piano di acquisto dei bond governativi, i prezzi di questi erano saliti ai massimi degli ultimi anni, inclusi quelli della Grecia. Sostanzialmente, quindi, è difficile che si potrà riscontrare un notevole miglioramento rispetto alla situazione odierna, perché non vi sarebbero più i margini. E’ come se avessimo toccato già il punto massimo e al limite potremmo rimanere così per mesi o qualche anno, prima di un ritorno alla risalita dei rendimenti. Quanto all’obiettivo dell’inflazione, la liquidità è già oggi abbondante, specie da quando la BCE ha adottato persino i tassi negativi sui depositi overnight per stimolare il credito, eppure i prezzi hanno continuato a scendere, seguendo più le sorti delle quotazioni energetiche che non il grado di liquidità sui mercati. Infine, la BCE potrebbe trovarsi dinnanzi a una carenza di offerta: se gli investitori stranieri avvertissero che l’euro potrebbe tornare ad apprezzarsi nei prossimi mesi, se le famiglie non trovassero investimenti alternativi validi e remunerativi e non volessero scommettere su assets più rischiosi, se le banche si tenessero i bond per accedere alle aste Tltro a rendimenti nulli dietro il collaterali di garanzia rappresentato proprio dai titoli di stato, è evidente che Francoforte troverebbe disponibili pochi venditori, vedendo a rischio l’efficacia del piano da oggi messo in pratica.   APPROFONDISCI – Quantitative easing al via, ma chi venderà i BTp alla BCE?    

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Argomenti: Bce