Ocse, classe media in affanno: colpa della globalizzazione e dei robot

Secondo il rapporto stilato dall'Ocse, la colpa principale dell'arretramento da parte della classe media sarebbe da attribuire al boom del lavoro a basso costo.

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Secondo il rapporto stilato dall'Ocse, la colpa principale dell'arretramento da parte della classe media sarebbe da attribuire al boom del lavoro a basso costo.
Trent’anni fa la classe media in Europa aveva complessivamente un reddito quattro volte superiore rispetto agli strati sociali più ricchi. All’alba del 2020, invece, meno di tre volte. La fotografia dell’Ocse, contenuta all’interno del rapporto Struggling middle class, certifica l’affanno di quello che viene ribattezzato come “lo zoccolo duro dello sviluppo economico e della democrazia”. Rispetto alla fine degli anni Ottanta, quando ancora il fenomeno della globalizzazione doveva prendere il sopravvento, la classe media rappresentava numericamente il 64 per cento della popolazione.
Oggi il 61 per cento.

Lavoro a basso costo, globalizzazione e robot

Secondo il rapporto stilato dall’Ocse, la colpa principale dell’arretramento da parte della classe media sarebbe da attribuire al boom del lavoro a basso costo, all’avvento della globalizzazione e all’arrivo dei robot e della conseguente automazione. A questo proposito, è piuttosto esemplificativa la frase utilizzata dal giornalista Maurizio Ricci nel suo approfondimento per Repubblica: “Le mezze stagioni non sono più quelle di una volta. Ma neanche le classe medie”. Il tutto viene definito come una svolta epocale, una delle basi su cui la svolta sovranista in molti Paesi europei e del mondo ha preso piede negli ultimi anni.

La classe media in Italia

Gli ultimi dati utili risalgono all’anno 2016: il reddito medio in Italia è pari a 29.305 euro, con riferimento a un nucleo familiare di 4 persone. Chi rientra quindi nella forbice compresa tra 21.979 e 58.610 euro si può definire appartenente al ceto sociale della classe media. Se invece la famiglia o il singolo non raggiunge la cifra di poco meno di 22.000 euro come reddito annuale, è da considerarsi nella fascia dei nuclei familiari più poveri. Volgendo lo sguardo al passato, negli anni Ottanta il 70 per cento di quelli che oggi rientrano tra i baby boomers rientrava nella classe media. A distanza di trent’anni invece, può dire altrettanto soltanto il 60 per cento dei Millennials.

Sovranismo

La classe media viene vista come un indicatore utile per testare lo sviluppo economico di un Paese industrializzato. Secondo quanto infatti riferisce l’Ocse, dove la classe media è maggiormente radicata c’è uno sviluppo economico più elevato.
Laddove invece la classe media ha perso terreno, si registra con più frequenza l’avanzata dei partiti sovranisti e, in contemporanea, il crollo dei partiti tradizionali. L’Italia, in questo, non fa eccezione.
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