Obbligo Pos, sanzione non ancora applicabile: la strategia del governo per incentivare i pagamenti senza contanti

La decisione era stata presa poco più di un anno fa dal Consiglio di Stato.

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La decisione era stata presa poco più di un anno fa dal Consiglio di Stato.

Il nuovo governo M5S-Pd è determinato a incentivare i pagamenti elettronici, più sicuri e tracciabili rispetto a quelli in contante. Per questo motivo, l’attenzione dell’esecutivo giallorosso è rivolta a rendere obbligatorio l’uso del Pos, il dispositivo tramite il quale i commercianti offrono la possibilità agli utenti di pagare in moneta elettronica.

Fin qui l’utilizzo del Pos non ha raggiunto però i livelli che altri Paesi dell’Unione europea sono stati in grado di toccare da quando lo strumento del Pos è stato introdotto.

Mancato utilizzo del Pos, l’obbligo di sanzione non è applicabile

Una delle ragioni principali per cui l’utilizzo del Pos in Italia è ai livelli minimi rispetto ad altre nazioni europee è la mancata sanzione ai danni dei commercianti, autonomi ed esercenti che scelgono di non dotarsi del dispositivo elettronico. La decisione era stata presa poco più di un anno fa dal Consiglio di Stato. Se confermata, la sanzione corrisponderebbe a una somma di circa 30 euro. Il governo del Conte bis sembra orientato a rendere attuabile la sanzione attraverso una modifica alla normativa e realizzando un successivo decreto attuativo.

I Paesi Ue dove l’utilizzo del Pos è maggiore

L’Olanda guida la speciale classifica dei Paesi dell’Unione europea in cui si utilizza maggiormente il Pos per i pagamenti con moneta elettronica. Nei soli Paesi Bassi sono infatti oltre 16,5 mila le operazioni portate a termine tramite il dispositivo elettronico. Seguono a debita distanza Regno Unito e Francia, rispettivamente con 7,2 e 6,9 mila utilizzi nel corso dei dodici mesi. Sono le 3 mila operazioni ci sono i Paesi di Portogallo (3,5 mila) e Germania (3 mila). Anche la Spagna è davanti all’Italia, con oltre 2,3 mila operazioni confermate con il Pos. L’Italia è posizionata nelle retrovie della graduatoria, con 1,2 mila operazioni. Peggio di noi fa solo la Grecia, dove l’utilizzo del Pos è stato registrato in meno di 1.000 operazioni (poco più di 900).

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chiara.

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