Obbligo etichette per i prodotti alimentari: ecco cosa cambia per i consumatori

Da oggi scatta l'obbligo per le aziende di indicare nelle etichette dei prodotti alimentari sia la sede che l'indirizzo di produzione.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Da oggi scatta l'obbligo per le aziende di indicare nelle etichette dei prodotti alimentari sia la sede che l'indirizzo di produzione.

Oggi, venerdì 6 aprile, scatterà l’obbligo per le aziende di indicare nelle etichette dei prodotti alimentari sia la sede che l’indirizzo di produzione e confezionamento dell’alimento. Se le società non rispetteranno la nuova normativa, subiranno multe di importo variabile, dai 2.000 ai 15.000 euro. Nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, a vigilare sul comportamento delle aziende sarà l’Ispettorato repressione frodi. Si scrive dunque così la parola fine ad un lungo tira e molla tra Italia e Unione Europea, dopo che da Bruxelles era arrivato il primo stop. Il nostro Paese, però, ha ripristinato il provvedimento, sottolineandone la sua importanza.

Cosa cambia per i consumatori

Con l’introduzione dell’obbligo di indicare con precisione la sede dello stabilimento di produzione e confezionamento del prodotto, il consumatore avrà un dato ulteriore per poter scegliere quale sia l’alimento migliore da acquistare e portare a casa. Secondo un sondaggio lanciato in rete dall’associazione Coldiretti, ben l’84 per cento degli italiani è favorevole alla nuova normativa, voluta fortemente sia dagli stessi consumatori che da numerose aziende. Sul provvedimento ci mise per primo la faccia Maurizio Martina, in passato ministro delle Politiche Agricole durante il governo Gentiloni, che dopo il ripristino della legge italiana ha parlato di impegno mantenuto.

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Si deve fare di più

L’obbligo di mostrare in etichetta la sede della produzione e confezionamento del prodotto è soltanto il primo passo in un percorso di maggiore trasparenza per i consumatori, ma da solo non può bastare. In sintesi, è questo il ragionamento di Coldiretti e Codacons, che si augurano di poter riuscire ad arrivare un giorno all’obbligo di indicare in etichetta anche l’origine di ciascun ingrediente o alimento del prodotto. Carlo Rienzi, numero uno del Codacons, ha affermato che il consumatore, nel 96% dei casi, ha necessità di conoscere il Paese di provenienza della materia prima, visto che spesso le aziende producono e confezionano il prodotto finale in Italia ma gli ingredienti provengono dall’estero.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici

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