Obbligo etichette alimentari: nuova era per il pomodoro, stop all’invasione straniera

Una vittoria importante secondo Coldiretti: quali saranno i prodotti interessati dalla nuova etichettatura?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Una vittoria importante secondo Coldiretti: quali saranno i prodotti interessati dalla nuova etichettatura?

Lo scorso 26 agosto è entrato in vigore l’obbligo di indicare nelle etichette del pomodoro e i suoi derivati l’origine del prodotto rispettando le nuove regole imposte dal decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 26 febbraio. Una novità attesa da tempo da parte delle società di consumatori. Secondo Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), l’obbligo dell’origine in etichetta rappresenta una vittoria importante oltre che una misura necessaria, in considerazione dell’aumento del 15 per cento dei derivati di pomodoro giunti dall’estero (fenomeno ribattezzato come invasione straniera). I Paesi protagonisti del fenomeno registrato da Coldiretti sono Stati Uniti, Cina e Spagna, per un numero complessivo di chili pari a 86 milioni.

Come sarà l’etichetta del pomodoro da oggi?

Dal 26 agosto, data in cui è iniziata quella che può essere definita come una nuova era, il pomodoro dovrà contenere in etichetta le seguenti informazioni: Paese in cui il pomodoro è stato coltivato; Paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Qualora i Paesi di coltivazione e/o trasformazione dovessero essere più di uno, il decreto interministeriale prevede la possibilità di inserire in etichetta le diciture Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE. I prodotti interessati dalla nuova etichettatura saranno pelati, concentrati, polpe e tutti gli altri derivati del pomodoro.

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In difesa del made in Italy

La misura voluta dal governo Gentiloni è finalizzata alla difesa del made in Italy. Il pomodoro è una delle eccellenze su cui può contare il nostro Paese, la cui filiera coinvolge qualcosa come 7 mila imprese agricole sparse in tutto il territorio italiano, oltre a 10 mila lavoratori. Complessivamente, l’Italia riesce ad esportare 2 miliardi di euro di derivati di pomodoro all’estero, stando ai numeri citati da Agi nel suo approfondimento. Va detto però che le carte in tavola possono sempre cambiare. Cresce l’attesa infatti per la decisione che la Commissione europea prenderà in riferimento all’origine dell’ingrediente principale, che potrebbe arrivare anche prima della fine del 2020.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici