Obbligazioni subordinate MPS, quanto hanno perso dal decreto salva-banche?

Gli obbligazionisti di MPS quanto hanno perso dal decreto salva-banche ad oggi? Ecco le stime sui bond subordinati di Siena.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Gli obbligazionisti di MPS quanto hanno perso dal decreto salva-banche ad oggi? Ecco le stime sui bond subordinati di Siena.

E’ scoppiato il panico ieri tra gli obbligazionisti di MPS, i quali più di tutti hanno registrato pesanti perdite, dettate dalle vendite massicce abbattutesi in poche ore sui titoli bancari quotati a Piazza Affari e sui bond emessi dai nostri istituti. La buona notizia è che le banche sono in gran spolvero nella seduta odierna e il titolo MPS è stato sospeso più volte per eccesso di rialzo, registrando in questi minuti un rialzo teorico del 26,76% a 0,6465 euro. Ma la capitalizzazione dell’istituto di Siena si aggira ancora sotto gli 1,9 miliardi, -1,2 miliardi da inizio dicembre. Per capire cosa sia successo, bisogna andare indietro alla fine di novembre, quando il governo Renzi salvò nel fine settimana, e di concerto con la Banca d’Italia, Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti. Il salvataggio, però, non fu indolore, perché furono azzerate le azioni dei rispettivi istituti e gli obbligazionisti subordinati sono stati anch’essi coinvolti nelle perdite, anticipando così ciò che formalmente sarebbe scattato dall’1 gennaio di quest’anno, con l’entrata in vigore della normativa sul cosiddetto “bail-in”, frutto di una diretta UE, la Brrd, recepita dalla nostra legislazione. Anche le obbligazioni MPS, le più appestate in questi giorni di bombardamento in borsa, stanno risalendo. A questo punto, verifichiamo quanto abbiano perso sin dall’entrata in vigore del cosiddetto decreto “salva-banche” e quanto rendono. Sono 5 i bond subordinati monitorati, il cui valore di emissione complessivo si aggira sui 2,4 miliardi di euro.        

Perdite bond MPS da novembre a oggi

Il prossimo a scadere è l’obbligazione 31 maggio 2016 con cedola fissa del 4,875%. Due mesi fa, veniva scambiato sul mercato obbligazionario poco sopra la parità, oggi a 91. Il calo è stato del 10%. Il rendimento lordo sfiora il 69% (dati di Skipper Informatica). Sempre quest’anno scade un altro bond subordinato di MPS, esattamente alla fine di settembre. Stacca cedola fissa del 5,75% e il suo rendimento effettivo alla scadenza è ora al 53%. A fine novembre, valeva 98, mentre oggi viene scambiato a 83, subendo una perdita del 15,8%. Da un punto di vista della consistenza dei numeri, è l’obbligazione subordinata con scadenza gennaio 2018 a far serpeggiare le maggiori tensioni tra i detentori, trattandosi di un’emissione da 1,46 miliardi di euro. Stacca una cedola del 2,50% fissa all’anno, alla quale si somma l’Euribor a 6 mesi. Al momento, il titolo vale 71, ma 2 mesi fa scambiava a 93. La perdita è, quindi, del 23,6%.

Meglio non dare di testa e attendere che il mercato si quieti

Gli altri 2 bond subordinati emessi da Siena scadono entrambi nel 2020, l’uno ad aprile e l’altro a settembre. Il primo stacca cedola fissa del 5% oggi tratta a 76, ma viaggiava sopra la parità a fine novembre. La perdita accusata dagli obbligazionisti è stata ad oggi, dunque, del 24,7%. Il rendimento lordo alla scadenza è del 18,4%. Quanto al secondo bond, tratta oggi a 77, ma era a 101 un paio di mesi fa per una perdita di quasi il 24%. Il rendimento lordo è oggi del 17,6%. Mediamente, quindi, gli obbligazionisti di MPS hanno perso il 22,6% del valore dei bond detenuti, rispetto a soli 2 mesi fa. Per chi aveva comprato i titoli alla pari, le perdite risultano mediamente del 17%. Ma il panico, in questi casi, è meno che mai un buon consigliere. I rialzi rispetto a ieri sono già consistenti e anche superiori al 20%. Difficilissimo immaginare che i prezzi si avvicino a 100, ma tenere i nervi saldi potrebbe aiutare sia a contenere le perdite, sia forse a recuperare l’intero capitale investito, se lo si è fatto sotto la pari. Altrimenti, meglio scommettere su una soluzione salvifica per la banca senese, per cui si potrebbe guardare alla scadenza anche senza patemi d’animo.

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Argomenti: Crisi delle banche, Economia Italia, sofferenze bancarie