Obbligazioni bancarie, se nemmeno la BCE di Draghi segnala di fidarsi

Le obbligazioni bancarie non garantite continueranno ad essere accettate dalla BCE, ma per la metà di oggi. Da Francoforte arriva un segnale di scarsa fiducia sulle banche europee.

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Le obbligazioni bancarie non garantite continueranno ad essere accettate dalla BCE, ma per la metà di oggi. Da Francoforte arriva un segnale di scarsa fiducia sulle banche europee.

La BCE ha comunicato ieri, che a partire dall’1 gennaio 2017 sarà dimezzata dal 5% al 2,5% la percentuale di obbligazioni bancarie non garantite, che gli istituti dell’Eurozona possono esibire come collaterale per ottenere liquidità. La restrizione non include gli assets dal valore inferiore ai 50 milioni di euro, dopo aver applicato l’“haircut”, né quelli garantiti da enti pubblici con capacità impositiva.

E Francoforte ha esteso l’accettazione anche alle obbligazioni emesse dalle banche tedesche, le quali per effetto di una peculiare legislazione nazionale devono considerarsi subordinate rispetto agli altri assets, non risultando garantite. (Leggi anche: Obbligazioni bancarie, famiglie italiane le più esposte)

Il taglio è stato deciso, spiega la BCE, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina sui salvataggi bancari, nota anche come bail-in, la quale impone un previo coinvolgimento nelle perdite degli obbligazionisti subordinati e di quelli non garantiti, prima che provveda al salvataggio lo stato con soldi pubblici.

Differenza tra obbligazioni bancarie non garantite e subordinate

Le obbligazioni senior o non garantite sono diverse da quelle subordinate, in quanto queste ultime prevedono, a seconda della tipologia, una sospensione dei pagamenti delle cedole o finanche la conversione in azioni, nel caso di esercizio chiuso dalla banca emittente in perdita o di discesa sotto ratios patrimoniali prestabiliti. E le subordinate sono rimborsabili ai titolari solo dopo le garantite e le senior, mentre vengono azzerate per prime nel caso di bail-in.

Nel solo secondo trimestre di quest’anno, le obbligazioni bancarie non garantite utilizzate dagli istituti come collaterale per l’ottenimento di liquidità dalla BCE sono state pari a un controvalore di 116 miliardi di euro, al netto dell’“haircut” effettuato. (Leggi anche: Obbligazioni bancarie, come capire quelle rischiose)

 

 

 

Conseguenze da taglio obbligazioni bancarie accettate

Le obbligazioni senior sono emesse dalle banche per raccogliere liquidità sul mercato, senza sostanziali rischi per i titolari. Tuttavia, il bail-in ha reso anche questi bond più pericolosi per il canale retail, in quanto possono venire azzerati, per quanto successivamente alle obbligazioni subordinate, nel caso si rendesse necessario un salvataggio, fino al raggiungimento dell’8% della massa passiva dell’istituto.

Il segnale inviato dalla BCE non è granché positivo, perché per quanto dietro vi siano ragioni tecniche e regolamentari, è evidente che rischia di convincere gli investitori privati del fatto che nemmeno il controllore stesso delle grandi banche europee si fidi di esse.

L’impatto sul mercato delle obbligazioni bancarie potrebbe essere controproducente, perché verrebbe meno l’incentivo per gli istituti ad emettere tale tipologia di debito, potendo essere utilizzata per la metà rispetto alle percentuali attuali come collaterale per ottenere prestiti da Francoforte. Dovranno fare maggiore affidamento sui “covered bond”, i cui rendimenti offerti sono praticamente nulli, essendo titoli sicuri per chi li acquista, ma proprio per questo poco appetibili per il mercato.

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