Obama o Romney? Come cambieranno la politica monetaria Usa e le quotazioni di oro e petrolio

Cosa succede se Obama vince le elezioni presidenziali Usa? E se invece vincesse Romney? I possibili scenari che si verrebbero a creare osservati dal punto di vista dell'investitore

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Cosa succede se Obama vince le elezioni presidenziali Usa? E se invece vincesse Romney? I possibili scenari che si verrebbero a creare osservati dal punto di vista dell'investitore

Barack Obama o Mitt Romney? I sondaggi danno i due candidati appaiati al 48%, quando manca un solo giorno alle elezioni presidenziali Usa. E da settimane gli economisti di tutto il pianeta s’interrogano sulle conseguenza di una vittoria dell’uno o dell’altro su economia e borsa (Elezioni Presidenziali Usa: ancora incertezza tra Obama e Romney). Un’analisi lucida è stata compiuta da Vincenzo Longo e Filippo Diodovich di IG. I due hanno analizzato gli effetti sulle politiche fiscali, monetarie, sui settori dell’economia che si avvantaggerebbero dell’una o dell’altra vittoria e sulle quotazioni delle commodities.   Politiche fiscali: è certo se Obama fosse riconfermato alla Casa Bianca, specie con una maggioranza al Congresso, che sarebbero innalzate le imposte sui redditi delle fasce più ricche della popolazione e le tasse Medicare per finanziare la sua riforma sanitaria, mentre sarebbero investite maggiori risorse sull’istruzione per 85 miliardi di dollari, anche tagliando la difesa fino a 500 miliardi. In definitiva, la ricetta di Obama sarebbe più tasse e più spesa pubblica. Romney, invece, punta ad accrescere la spesa per la difesa, ma vorrebbe ridurre le altre spese e al contempo tagliare le imposte su famiglie e imprese, anche abbassando quelle sui capital gain e portando la tassazione sulle famiglie al 20%. Certamente, poi, Romney estenderebbe i tagli fiscali di Bush jr, interrotti dall’attuale amministrazione. Insomma, meno tasse e complessivamente meno spesa pubblica, per rilanciare l’economia.   Politica monetaria Usa: i due economisti, tuttavia, ritengono che il vero impatto differenziato lo si avrebbe in campo monetario. Obama si batte per prorogare almeno al 2015 la politica monetaria accomodante dei tassi zero, fortemente voluta anche dall’attuale governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke. Se Obama restasse alla Casa Bianca, quindi, si prevede che vi potrebbe essere una spinta al rialzo dell’inflazione, che passerebbe in 3/6 mesi dall’attuale 2% al 2,5-2,8% annuo. Al contrario, Romney si è già scagliato pesantemente contro le misure accomodanti di Obama-Bernanke, invocando un maggiore controllo dell’inflazione. Addirittura, nel caso il repubblicano vincesse le elezioni presidenziali, si ipotizza che il governatore possa dimettersi in anticipo, lasciando la poltrona ad economisti come Glenn Hubbard, John Taylor e Gregory Mankiw. Grazie al cambio di passo della Fed, si passerebbe a una crescita dei prezzi rallentata all’1,2-1,8% nel triennio 2014-2016.   Settori economia Usa. Chi vince e chi perde: Se vince Obama, dovrebbero avvantaggiarsi il settore tecnologico, quello energetico e anche l’automobilistico, nel caso di crisi. Se a trionfare fosse Romney, la spunterebbero la difesa (Finmeccanica potrebbe avvantaggiarsi di nuove commesse), l’energetico e il settore bancario, quest’ultimo grazie alla rimozione promessa dai repubblicani della legge Dodd Frank, che limita l’operatività degli investimenti finanziari. Commodities e borsa: grazie all’attesa di una minore inflazione, il prezzo dell’oro dovrebbe scendere nel caso domani vincesse Romney. Al contrario, se Obama fosse confermato, le quotazioni del metallo prezioso potrebbero schizzare, per via di prezzi previsti in crescita. Analogo il ragionamento per il Wti, con le quotazioni del greggio americano a scendere nel caso di vittoria del repubblicano, anche per via dell’aumento previsto dell’offerta (“Drill, baby. Drill!”, il motto dei Tea Party, “Trivella, ragazzo. Trivella”), mentre salirebbero se fosse Obama a prevalere. E, infine, guardiamo alla borsa. L’indice Dow Jones potrebbe raggiungere area 13.800 punti, nel caso vincesse Romney. Motivo semplice: il repubblicano ha promesso un taglio delle imposte sui profitti, per cui il valore attualizzato degli utili futuri delle companies salirebbe. Se restasse Obama, l’indice potrebbe arrivare al minimo di 12 mila punti, esattamente per il motivo opposto. Poiché i sondaggi restano altamente incerti e gli operatori non hanno ancora avuto la possibilità di scontare sul mercato l’una o l’altra vittoria, le reazioni in borsa e sul mercato delle commodities potrebbero essere abbastanza brusche, quando alla riapertura del mercoledì si conoscerà il nome del prossimo presidente USA.

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Argomenti: Economia USA

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