Tra Obama e Putin è guerra di ipocrisia sulla Siria

Gli USA chiedono a Putin di fermare gli attacchi in Siria. L'amministrazione Obama assiste indecisa sul da farsi.

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Gli USA chiedono a Putin di fermare gli attacchi in Siria. L'amministrazione Obama assiste indecisa sul da farsi.

Con un comunicato d’intesa con Regno Unito, Francia, Germania, Qatar, Turchia e Arabia Saudita, la Casa Bianca ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin di cessare gli attacchi militari in Siria, che colpendo civili e oppositori del regime di Assad, fomenterebbero ancora di più l’estremismo islamico dell’ISIS. Per tutta risposta, Mosca ha rassicurato che l’obiettivo dei suoi raid aerei non è di colpire le forze dell’Esercito Libero Siriano, un gruppo di ribelli sostenuto dagli USA, ma i terroristi dell’ISIS. Gli USA rimproverano alla Russia che intervenendo nel conflitto, potenzialmente potrebbero prolungarne la durata, aggravando le sofferenze della popolazione.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/putin-avverte-gli-usa-raid-aerei-contro-lisis-con-o-senza-di-voi/  

USA contro Russia su intervento in Siria

Una motivazione alquanto ipocrita delle critiche, dato che la stessa amministrazione Obama sta sostenendo alcuni gruppi ribelli contro Assad per cercare di cacciare il dittatore siriano dal potere. Non pare, però, che qualcuno abbia rimproverato al presidente americano di volere allungare le sofferenze dei civili. L’oggetto dello scontro e del mancato accordo tra i due capi di stato nell’incontro di lunedì scorso, il primo da oltre un anno, è sempre lo stesso: Bashir al-Assad. Non è un mistero che l’America lo voglia fuori dai piedi subito, mentre la Russia starebbe approfittando dell’intervento contro l’ISIS per rifornire il regime di Damasco con armi da artiglieria e carri armati. E si dice che negli attacchi di questi giorni stia colpendo anche i ribelli moderati, che riuniti nella Coalizione Nazionale Siriana denunciano l’uccisione di numerosi civili da parte dei russi, nonostante questi avessero rifiutato di sostenere i terroristi dell’ISIS.

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Obama temporeggia

Alla base del caos c’è l’assoluta mancanza di una presa di posizione decisiva da parte di Obama, il quale non sa se intervenire anch’egli militarmente, in modo da limitare l’influenza russa nell’area, ma al tempo stesso non sa con chi schierarsi. Se è certo che Washington non aiuterà Assad, resta il dubbio su chi possa sostenere, visti i precedenti negativi in altri paesi del Medio Oriente, dove i nuovi arrivati con l’appoggio dell’America non sempre si sono rivelati migliori dei predecessori. Inoltre, se gli USA inviassero le loro truppe contro l’ISIS, ma lottando anche contro Assad, si rischierebbe un conflitto indiretto pericolosissimo con la Russia. Putin punta su Assad, in virtù di un vecchio accordo del 1950, che lega militarmente i due paesi, appoggiandosi reciprocamente in caso di crisi. Ma il reale obiettivo del Cremlino è di impedire che la Casa Bianca metta le mani sulla Siria e la sottragga alla sua sfera d’influenza. Finora ha battuto sul tempo il suo rivale, ma la sensazione è che la Siria rimanga a lungo teatro di guerra e solo fino a un certo punto per ragioni interne.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/putin-bombarda-lisis-in-siria-per-un-nuovo-ordine-mondiale/  

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