Nuovo decreto anti-Covid: spostamenti vietati e visite ai parenti nelle zone rosse, le novità

Divieto spostamento fino al 27 marzo e stop visite ai parenti nelle zone rosse, le novità del decreto.

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Nuovo decreto anti-covid

Il Governo Draghi si è messo all’opera e il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto anti-covid, che blocca gli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo. Tra le novità anche il provvedimento che vieta di andare a trovare i parenti una volta al giorno nelle zone rosse.

No visite ai parenti nelle zone rosse

Limitare la circolazione delle persone per contrastare una seconda ondata è il fulcro del provvedimento che sarà valido fino al 27 marzo. Importante è anche il punto che vieta la visita ai parenti o amici nel limite di due persone, tranne che minori e disabili, nelle zone rosse, dunque si mira ad un lockdown rigido nella fascia rossa, quella più rischiosa. Per quanto riguarda gli spostamenti tra Regioni resta valida la regola secondo cui è possibile andare in un’altra regione per lavoro, studio, necessità e salute e sarà possibile spostarsi anche con altri mezzi diversi dall’auto purché si presenti l’autocertificazione che sarà soggetta a verifica.
Il divieto di spostamento fino al 27 marzo è valido per tutte le fasce di colore mentre la visita ai parenti o amici una volta al giorno è valida solo per le regioni che si trovano in fascia arancione e gialla. Resta confermato anche il permesso per i piccoli Comuni che hanno meno di 5mila abitanti di spostarsi entro 30 km per raggiungere un altro Comune vicino.

Seconde case e spiraglio riaperture

Resta sempre possibile raggiungere le seconde case anche se si trovano in zona rossa ma rispettando le regole previste nelle Faq del Governo, ricordando che solo il nucleo familiare proprietario o affittuario della seconda casa può raggiungerla. Infine, i nuclei familiari possono viaggiare in auto senza limiti mentre per i non conviventi, rimane il limite di tre persone purché non si occupi il posto vicino al guidatore.


E mentre si decide per il nuovo Dpcm che sarà in vigore dal 5 marzo, il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha parlato di un sistema a colori che ha funzionato bene precisando che se richiesto sarà possibile comunicare i dati non più il venerdì ma ad inizio settimana.
Uno spiraglio sulle riaperture, seppur flebile, arriva anche dal Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che al Corsera ha detto: “Non voglio coprirmi dietro la scelta di altri Paesi, anzi. Però, a oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. L’operazione va fatta non con i proclami nè con gli annunci ma per passi possibili”.
Saranno giorni davvero intensi per capire come ci si muoverà durante le prossime settimane.

Vedi anche: Italia in zona arancione scuro e lockdown soft dal 25 febbraio, ipotesi contro la terza ondata

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