Nuovi stimoli BCE dopo il ritorno della deflazione in Germania?

La BCE aumenterà gli stimoli monetari dopo le avvisaglie di ritorno alla deflazione nell'Eurozona?

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La BCE aumenterà gli stimoli monetari dopo le avvisaglie di ritorno alla deflazione nell'Eurozona?

Il mercato spera e si attende in una certa misura che la BCE vari nuovi stimoli monetari nei prossimi mesi, o meglio, che potenzi il “quantitative easing”, dato l’insuccesso che ad oggi si nota nel perseguire il target d’inflazione di quasi il 2% nell’Eurozona. Questo pomeriggio, la Germania ha pubblicato il dato sull’inflazione a settembre, in calo dello 0,2% su base annua e dello 0,3% rispetto a luglio. Si tratta dell’indice armonizzato a livello europeo, risultato peggiore delle attese degli analisti, che erano per una variazione tendenziale nulla dei prezzi nella prima economia dell’Eurozona. Il rallentamento dell’inflazione era stato preannunciato dalla stessa BCE, che anche con l’ultimo board di Mario Draghi ha avvertito che vi sarà una fase  “temporanea” di contrazione della crescita dei prezzi nell’unione monetaria, a causa delle deboli quotazioni del petrolio. In effetti, i prezzi energetici in Germania sono diminuiti questo mese del 9,3% su base annua.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/stimoli-bce-da-nowotny-e-stop-al-prolungamento-del-qe/   Il cambio euro-dollaro ha ceduto lo 0,4% subito dopo la pubblicazione del dato tedesco, flettendo a 1,1205, ma scendendo fin sotto a 1,12, pur risalendo all’attuale 1,1232, mostrandosi quasi invariato, quindi, su base giornaliera. Dunque, dopo una reazione quasi istintiva, sembra prevalere la prudenza tra gli investitori. Di certezza ce n’è apparentemente una: il governo di Berlino non finanzierà in deficit l’aumento della spesa per i rifugiati siriani, visto che ha annunciato poco fa di avere tagliato di 11 miliardi di euro le emissioni di debito pubblico nell’ultimo trimestre. Nel secondo trimestre del 2015, l’indebitamento pubblico complessivo della Germania è stato ridotto di 19 su 2.000 miliardi, pari allo 0,9 % del totale. Ricordiamo che il paese ha chiuso il 2014 con un avanzo fiscale di 6,4 miliardi, pari allo 0,25% del pil, il che renderebbe anche più difficile per la BCE ipotizzare un aumento del QE, visto che le emissioni nette della prima economia dell’Eurozona tenderanno ad essere negative o nulle, ovvero i tedeschi non emetteranno più titoli di quanti ne debbano rimborsare alla scadenza, con ciò non contribuendo alla soluzione del problema della carenza di bond governativi da acquistare.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-crisi-del-debito-fa-bene-alla-germania-risparmiati-94-miliardi-dal-2008/

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