Nuovi lavori e stipendi da fame: chi sono i “braccianti digitali”

Le nuove professioni legate al settore tech nascondono anche parecchie insidie.

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Le nuove professioni legate al settore tech nascondono anche parecchie insidie.

Un tempo c’erano i braccianti agricoli, ora ci sono i braccianti digitali. Il mercato del lavoro è cambiato, le professioni digitali sono sempre più diffuse e se da un lato sembrano aprire nuovi scenari, dall’altro emerge il problema dei compensi, stipendi bassi insomma.

I braccianti digitali

Quando si parla di nuove professioni vengono in mente i fattorini di Deliverro o Foodora che lavorano da tempo senza tutele e contratti oppure, come scrive La Repubblica, i lavoratori di Amazon impegnati con l’arrivo dei robot e con il problema dei compensi. Negli Usa il fenomeno dei braccianti digitali appare quanto mai attuale. Si tratta di lavoratori che prendono stipendi da fame, che lavorano nel settore digitale, nuove tecnologie e AI. Sono quei lavori che fanno parte della rivoluzione tecnologica, per cui si credeva che l’innovazione avrebbe aperto scenari importanti.

Non è per tutti così tanto che sono nate figure come gli etichettatori, quelle che mettono le targhette sui dati che poi i robot dovranno capire e analizzare. Gli etichettatori, esempio estremo,  prendono stipendi da fame, si tratta di un lavoro anche semplice che non richiede chissà che competenze, ma che nello stesso tempo non ha nessuna possibilità di crescita. Da quello che si apprende gli etichettatori prendono dai 7 ai 15 dollari all’ora ma essendo che è un lavoro molto semplice, può essere dato in incarico anche ai lavoratori indiani per cifre molto minori. Ecco perchè vengono paragonati ai braccianti di 100 anni fa, che lavoravano per tante ore e senza nessun tipo di tutela.

Non solo etichettatori

Ma non è solo l’esempio degli etichettatori o dei fattorini della Gig economy. Ci sono in tutto il mondo numerosi professioni legate al digitale fatte di giovani e meno giovani che lavorano senza contratti e tutele e prendono stipendi molto bassi pur lavorando anche 10 ore al giorno, esempio lampante dei cosiddetti web writer.

Ne abbiamo parlato in vari articoli in cui viene fotografata la situazione italiana e globale. 

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