Nuove varianti coronavirus e l’ombra di un lockdown di 3-4 settimane

Le nuove varianti ma anche il ritardo dei vaccini fanno preoccupare gli esperti, che pensano alla soluzione del lockdown nazionale.

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Lockdown fine settimana

Quasi tutta l’Italia è in zona arancione o rossa, tranne Toscana, Provincia di Trento, Campania, Molise e Basilicata che sono in zona gialla ma gli esperti pensano che le nuove varianti del virus sono pericolose e servirebbe una zona rossa unica per almeno 3-4 settimane.

Paura per le nuove varianti e il ritardo del vaccino, un lockdown all’orizzonte?

Le chiusure di Natale hanno fatto abbassare la curva a livello nazonale ma gli effetti delle riaperture scolastiche sono dietro l’angolo così come il timore per le nuove varianti sudafricane, brasiliane e inglesi, che sulla carta sembrano più contagiose del virus originario. A fare chiarezza è stato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, che a Il Messaggero ha detto:

Le varianti sono pericolo, ancora troppi casi, serve per un mese che tutte le regioni siano in fascia rossa. Un lockdown vero.Con i colori non si può controllare davvero il contagi. Se insistiamo con questo atteggiamento di dilazione e di esitazione e non siamo pronti a testare e tracciare sarà un lungo stillicidio di mesi sia dal punto di vista sanitario che economico e psicologico. Pfizer ha appena annunciato che tornerà alla normalità con le forniture, speriamo che si possa recuperare. Gli over 80 inizieranno tra febbraio e marzo. Ma io sono preoccupato, perché l’organizzazione di una vaccinazione di massa ancora non è stata perfezionata.

Restrizioni ancora per mesi

Secondo gli esperti, aprire e chiudere è un vero e proprio stillicidio e anche le zone arancioni sono insufficienti. Ecco perché servirebbe una zona rossa nazionale, un vero e proprio lockdown. Ciò vorrebbe dire chiusure in tutta Italia e restrizioni ancora più limitanti come accaduto durante le feste di Natale.

Secondo Massimo Galli, professore di Malattie Infettive alla Statale di Milano, è necessario mantenere le restrizioni fino a quando non ci sarà la certezza di essere usciti dalla tempesta e per evitare una terza ondata, considerando anche il ritardo dei vaccini.

Intanto gli over 80 inizieranno ad essere vaccinati dalla fine di febbraio o la prima settimana di marzo, dopo il personale sanitario e gli ospiti della Rsa.

Vedi anche: Nuove ordinanze in vigore: cosa si può fare questa settimana in base alle regioni

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