Nuove sanzioni alla Russia. Putin minaccia la guerra ai bond Nato

In arrivo nuove sanzioni di Europa e USA contro la Russia. E Mosca minaccia iniziative contro dollaro ed euro. La crisi peserà sull'economia russa, secondo la Banca Mondiale, che stima per quest'anno una recessione dell'1,8% del pil.

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L’Europa e gli USA studiano nuove sanzioni contro la Russia, dopo le mancate apertura di Mosca sull’Ucraina e le continue minacce al territorio di Kiev. Oggi, i 28 rappresentanti della UE si incontrano a Bruxelles per varare misure supplementari contro nuove personalità dello staff diplomatico, militare e politico russo. Allo stesso tempo, l’America di Barack Obama vorrebbe adottare sanzioni contro le società energetiche e le banche russe, provvedimenti che rischiano di fare implodere l’economia di Mosca in poco tempo.

 

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L’Europa frena. Germania e Italia sono i due paesi più esposti al gas russo, dipendendone rispettivamente per il 35% e il 30% del loro fabbisogno. Per questo, vorrebbero evitare che lo scontro s’inasprisca fino a un punto di non ritorno, ma gli spazi per mediare sono ormai quasi inesistenti.

La Banca Mondiale ha previsto un pil in calo per la Russia dell’1,8% nel 2014, se arriveranno nuove sanzioni contro la sua economia. Nel caso in cui le tensioni rientrassero, la crescita potrebbe essere, invece, dell’1,1%. 

Nel solo primo trimestre di quest’anno, i capitali in fuga dalla Russia hanno ammontato a quasi 70 miliardi di euro, il 70% in più su base annua. Il rublo scivola di seduta in seduta contro le principali valute e la Borsa di Mosca crolla, tanto che la Banca Centrale Russa ha dovuto alzare i tassi al 7,5%, nei giorni scorsi. Nella motivazione ufficiale, si legge che i rischi di un’inflazione superiore al 5% per quest’anno sono “significativi”.

L’indebolimento del rublo potrebbe colpire i consumi interni, a causa dell’aumento dei prezzi dei beni di importazione. Ciò rappresenta un elemento di fragilità per l’economia russa, visto che i consumi sono il cuore pulsante del pil russo.

 

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Ma nemmeno il Cremlino sta a guardare. Il portavoce di Vladimir Putin, Sergei Glazyev, che aveva minacciato già agli inizi di marzo una “guerra” contro il dollaro, ha paventato alcune misure contro gli stati membri della Nato.

In particolare, la Russia inizierebbe a vendere i bond sovrani degli stati appartenenti all’Alleanza Atlantica, così come tutti gli assets in dollari e in euro.

La minaccia di Mosca è duplice: vendere tutti i Treasuries, i titoli di stato USA, e rimpiazzare il dollaro come valuta di riserva e per le transazioni internazionali.

E’ proprio quest’ultimo piano del Cremlino ad avere indispettito e terrorizzato Washington, in particolare, l’accordo tra Mosca e Teheran per circa una ventina di miliardi di dollari, che consentirà all’Iran di esportare greggio, in cambio di beni russi. I pagamenti saranno regolati in valuta locale. Iniziative simili si studiano anche con la Cina e l’India. In Asia sta nascendo un asse contro il dollaro, che gli USA temono molto di più dell’invasione dell’Ucraina.

 

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