Nuove aste Tltro, le banche italiane presteranno meno di quanto pensiate

Nuove aste Tltro: condizioni imperdibili, ma le banche italiane quanto potranno prendere a prestito e quanto denaro effettivamente chiederanno alla BCE?

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Nuove aste Tltro: condizioni imperdibili, ma le banche italiane quanto potranno prendere a prestito e quanto denaro effettivamente chiederanno alla BCE?

Il Bollettino mensile della Banca d’Italia ha fatto il punto sulle banche del nostro paese, felicitandosi per avere riscontrato nell’ultimo trimestre del 2015 il primo calo dei crediti deteriorati in valore assoluto dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008. Migliora anche il roe, ovvero la redditività, passata per le prime cinque banche nel 2015 al 4,6% medio dal -1,8% dell’anno precedente. L’apparente buona notizia, però, sarebbe un’altra: le banche italiane potrebbero ottenere fino a un massimo di 300 miliardi di euro dal prossimo mese di giugno, attraverso le nuove aste Tltro (“Targeted long term refinancing operations”) a 4 anni, annunciate dalla BCE lo scorso 10 marzo.

Come funzionano

Tali fondi corrispondono al 30% della massa creditizia idonea al computo (sono esclusi i mutui immobiliari) di gennaio dei nostri istituti, percentuale più che quadruplicata dal 7% delle aste tenutesi sinora. Lo stesso bollettino aggiunge, che tale importo “tiene conto della possibilità per le banche di trasferire i fondi ottenuti con le vecchie Tltro alle nuove Tltro2, che hanno condizioni più vantaggiose sia in termini di costo sia per l’assenza del rimborso anticipato in caso di mancato raggiungimento del benchmark”. Con le nuove aste, la BCE potrà erogare alle banche dell’Eurozona prestiti quadriennali e con un tasso minimo del -0,4%. L’entità del tasso scende proporzionalmente alla crescita dei prestiti erogati dalla stessa banca, tenendo come riferimento il target di un +2,5% su base annua. Se un istituto aumentasse gli impieghi proprio del 2,5%, i fondi ricevuti saranno restituiti al tasso del -0,4%, ovvero si riceverà denaro per averlo prestato alle imprese in precedenza.      

Quanto denaro arriverà alle imprese?

Dai calcoli di Bankitalia, si evince, quindi, che le nostre banche potranno raccogliere dalla BCE 300 miliardi, di cui 118 sono già stati ottenuti con le vecchie aste Tltro, le quali presentavano condizioni meno generose di quelle da poco varate.

Al netto, perciò, potranno prendere a prestito fino a un massimo di circa 180 miliardi. Intendiamoci, sono tanti, ma si tenga conto che si parla di limite massimo e nulla lascia presagire che le banche italiane correranno a farsi prestare denaro dalla BCE, se l’economia del Belpaese non appare tale da consentire un aumento sostenuto degli impieghi. Inoltre, si tenga presente che tra il dicembre del 2011 e il febbraio del 2012, i nostri istituti presero a prestito 255 miliardi con le aste Ltro della BCE, senza che un solo quattrino sia stato impiegato per sostenere imprese e famiglie. Certo, le aste Tltro sono finalizzate proprio al sostegno dei prestiti all’economia reale, ma lo sono sin dal settembre del 2014 e non possiamo certo dire che abbiano sortito effetti benefici evidenti, per stessa ammissione del governatore Mario Draghi all’ultima conferenza stampa di marzo. Vero è che le nuove aste da poco varate offriranno condizioni imperdibili alle banche, ma visti i trascorsi, permetteteci di dubitare che funzioneranno.

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