Nuova legge elettorale, come potrebbe cambiare il Porcellum?

Si discuterà a breve la proposta di legge elettorale atta a modificare il Porcellum: la tendenza è quella di avvicinarsi al sistema spagnolo, ma per il professore Roberto D'Alimonte solo l'introduzione di un secondo turno tra i partiti o le coalizioni che hanno preso più voti allontanerebbe il rischio di un ritorno al proporzionale.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Si discuterà a breve la proposta di legge elettorale atta a modificare il Porcellum: la tendenza è quella di avvicinarsi al sistema spagnolo, ma per il professore Roberto D'Alimonte solo l'introduzione di un secondo turno tra i partiti o le coalizioni che hanno preso più voti allontanerebbe il rischio di un ritorno al proporzionale.

Cosa rivela la nuova proposta di legge elettorale che verrà discussa nella commissione Affari Costituzionali al Senato? Sembra che ci si trovi sul punto di modificare il Porcellum, tramutandolo in una versione spagnola, ma quale mutazione avverrebbe nel caso di una mediazione tra PD e PDL sulla legge elettorale? Il rischio è quello di tornare (quasi) sicuramente al proporzionale. A rivelare le sue principali perplessità il politologo della Luiss Roberto D’Alimonte, che ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti all’Huffington Post. Per D’Alimonte, infatti, c’è l’alto rischio di avere un governo delle larghe intese in eterno.   LEGGI ANCHE Porcellum, Calderoli spiega come nacque la legge-porcata  

Porcellum alla spagnola: così com’è si tornerebbe al proporzionale

Per D’Alimonte l’obiettivo della riforma della legge elettorale dovrebbe consistere nell’ottenere un sistema “che consenta la formazione di una maggioranza chiara già la sera delle elezioni“. Ciò che serve è dunque un sistema che permetta “la trasformazione della minoranza di voti più grande in maggioranza assoluta dei seggi” allo scopo di rispecchiare il significato del termine “governabilità“. Tra le alternative che potrebbero delineare meglio questo quadro elettorale figurano il maggioritario “con collegi uninominali e un unico turno”, come avviene in Gran Bretagna, e il sistema a doppio turno, che avviene in Francia. Inoltre c’era anche il Mattarellum, che sposava in buona parte il maggioritario. Ma quello a cui si sta lavorando oggi è un tentativo di assimilazione al sistema spagnolo, ovvero “un proporzionale con circoscrizioni elettorali molto piccole e premio di maggioranza”. Ma per D’Alimonte, “il doppio turno di collegio o di lista” sarebbe il sistema migliore. Un sistema che voleva il PD ma su cui è stato imposto il veto del PDL: per questo motivo ora si sta lavorando sul sistema spagnolo,che tuttavia genererebbe forti perplessità, dipendenti da come verranno configurate le circoscrizioni elettorali e da come verrà assegnato il premio di maggioranza. In caso di circoscrizioni piccole verrebbero eliminate le piccole forze politiche, tra cui si annoverano Sinistra e Libertà, Scelta Civica, Lega Nord (ma forse rischierebbe anche il Movimento 5 Stelle), mentre in caso di circoscrizioni grandi ciò potrebbe portare costantemente a un governo di larghe intese, formato appositamente per evitare l’ingovernabilità.  

Nuova proposta di legge elettorale: cosa dice?

Ma cosa differisce il “pillolato” italiano, che sarà a breve presentato dai relatori Donato Bruno (PDL) e Doris Lo Moro (PD), dal sistema spagnolo? Semplice: nella sua proporzionalità. Sì, perché se in Spagna i seggi vengono attribuiti in base ai risultati ottenuti dalle liste in ogni singola circoscrizione, in Italia i partiti otterrebbero una quota di seggi proporzionale ai voti ottenuti a livello di territorio nazionale. In questo caso il proporzionale verrebbe limitato esclusivamente da una soglia di sbarramento (5%?) e da un premio di maggioranza, difficile tuttavia da conseguire almeno nell’attuale situazione politica, visto che nessuna forza politica otterrebbe oggi il 40-45% dei consensi elettorali. La vicinanza del Porcellum “alla spagnola” al Mattarellum, inoltre, consisterebbe solamente nel riavvicinare elettori e candidati in molte circoscrizioni.  

Il doppio turno salverebbe il bipolarismo

D’Alimonte proporrà dunque un sistema più efficace dell’Ispanico (come è già stato chiamato), chiedendo di introdurre un secondo turno tra i due partiti o le due coalizioni che hanno ottenuto più voti allo scopo di assegnare il premio di maggioranza e salvare il bipolarismo dall’incubo delle lunghe e larghe intese. Probabilmente, anche dalla risposta che riceverà il professore si conosceranno le vere intenzioni di PD e PDL, ovvero se vogliono davvero difendere il bipolarismo oppure continuare sulla strada intrapresa in questa legislatura.

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Argomenti: Politica

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