Nuova apartheid in Sudafrica: proposta espropriazione terre ai bianchi

Sudafrica verso una deriva in stile Zimbabwe con la minaccia del presidente Zuma di espropriare senza indennizzo le terre ai bianchi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Sudafrica verso una deriva in stile Zimbabwe con la minaccia del presidente Zuma di espropriare senza indennizzo le terre ai bianchi.

Sono mesi politicamente di tensione in Sudafrica, dove il presidente Jacob Zuma dovrà affrontare per il prossimo 8 agosto un minaccioso voto di sfiducia. In otto anni al potere, ne ha superati quattro del genere, ma la mozione che verrà messa ai voti tra poco più di un mese appare più insidiosa, perché potrebbe essere sostenuta da decine di deputati della stessa maggioranza. Mai come adesso l’African National Congress di Nelson Mandela appare diviso, tanto che si parla apertamente da mesi di una possibile scissione ad opera della componente più moderata. Nel tentativo di recuperare il consenso perduto tra i dirigenti e serrare i ranghi tra i propri deputati, in occasione della quinta conferenza del partito, Zuma ha confermato una sua posizione già esternata nel recente passato: la possibilità di espropriare, “se necessario e inevitabile” le terre senza indennizzo, in modo da redistribuirle.

Chiaramente, la redistribuzione avverrebbe ai danni della minoranza bianca e in favore della popolazione nera. Un passo, che rischia di esacerbare le mai sopite tensioni razziali e sociali nel paese, uscito dall’apartheid da un quarto di secolo, ma che non ha ancora assistito a un pieno sviluppo economico, tale da beneficiare la maggioranza nera.  (Leggi anche: Espropriare le terre ai bianchi, deriva alla Zimbabwe per Sudafrica)

Presidenza Zuma appesa allo scrutinio segreto

La sfiducia contro Zuma è richiesta dalle opposizioni per diversi casi di abuso di potere e pratiche di governo discutibili, caratterizzate da corruzione e familismo. Potrebbe essere sostenuta anche da una ventina di deputati del Partito Comunista, così come anche dalla minoranza interna all’ANC. In teoria, basterebbero 251 voti su 400 per anticipare di due anni la fine del mandato presidenziale. Poiché la maggioranza gode di 250 seggi, sarebbe sufficiente che ad appoggiare la mozione fosse una cinquantina di deputati dell’ANC e tra i comunisti.

Negli ultimi giorni, però, pare che Zuma stia recuperando parte dei dissidenti, avvalendosi anche della disciplina di partito, che potrebbe imporre sanzioni a carico di chi dovesse votare contro il presidente. Moltissimo dipenderà dallo scrutinio segreto, perché ad oggi non si sa con quali modalità si voterà in Parlamento.

Preoccupa la svolta radicale di Zuma, in vista della nomina del successore alla guida del partito a dicembre. Corrono per la carica di segretario il vice-presidente Cyril Ramaphosa e l’ex moglie di Zuma, Nkosazana Dlamini-Zuma, quest’ultima appoggiata ufficialmente dal presidente e fautrice della redistribuzione delle terre in favore dei neri. (Leggi anche: Il Sudafrica di Mandela vacilla)

Rischio Zimbabwe per Sudafrica

Il rischio per il Sudafrica è di imitare il pessimo modello dello Zimbabwe, ancora oggi guidato dall’ultra-novantenne Robert Mugabe, che agli inizi degli anni Novanta optò per espropriare le terre ai bianchi, assegnandole ai neri, come risarcimento dei patimenti vissuti nell’era coloniale. Le conseguenze di quell’atto furono drammatiche: crollò della produzione agricola (molte terre furono assegnate a proprietari del tutto privi di esperienza e conoscenza nell’ambito agricolo) ed esplosione dell’iper-inflazione tra il 2008 e il 2009, tanto che il dollaro locale non viene più emesso ed è stato sostituito da un paniere di altre valute straniere, tra cui dollaro e rand.

Il mercato sta scontando le difficoltà del momento: nell’ultimo mese, il rand sudafricano ha perso il 4,6%, salendo a un cambio di 13,43 contro il dollaro, anche se quest’anno rimane in rialzo del 2,5%. In ripiegamento anche i bond, con i rendimenti decennali in crescita di una quarantina di punti base all’8,87% in un mese, il livello più alto da metà aprile e sostanzialmente in linea con i livelli di inizio anno. (Leggi anche: Rand sudafricano in caduta dalla crisi di governo)

 

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