Ntv Italo, siamo all’ultima fermata? Cosa non va nell’anti-Trenitalia

S'infrange il sogno di Montezemolo, Della Valle e Intesa di creare una compagnia di treni alternativa alle Fs. Tra abusi di posizione dominante del monopolista pubblico e costi esorbitanti, Ntv potrebbe ridimensionare il servizio

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S'infrange il sogno di Montezemolo, Della Valle e Intesa di creare una compagnia di treni alternativa alle Fs. Tra abusi di posizione dominante del monopolista pubblico e costi esorbitanti, Ntv potrebbe ridimensionare il servizio

Giuseppe Sciarrone ha rassegnato le dimissioni dalla carica di amministratore delegato di Ntv, la compagnia dei treni Italo, che vede Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle tra gli azionisti. Sciarrone ha giustificato la scelta con il desiderio che si vada verso una discontinuità gestionale, pur confermando che resterà azionista e membro del cda.

Da parte sua, Nuovo Trasporto Ferroviario ha ringraziato l’ingegnere, le cui deleghe sono state assegnate temporaneamente al presidente Antonello Perrone, per il difficile lavoro svolto nel creare una nuova realtà ferroviaria alternativa al monopolista pubblico, adducendo a causa delle difficoltà riscontrate in questi anni una scarsa tutela della concorrenza da parte delle istituzioni. Ntv procederà a una ridisegnazione del suo modello organizzativo e della governance, al fine di adeguarsi ai continui cambiamenti del mercato.

 

Quali sono i problemi di Ntv?

La società è stata fondata nel 2006 per iniziativa di Montezemolo, Della Valle e Gianni Punzo, che detengono complessivamente il 35%. Un altro 20% è nelle mani di Sncf, il monopolista pubblico delle ferrovie francesi, un altro 20% è di Intesa SP e il resto è nelle mani di Alberto Bombassei, Isabella Seragnoli e Giuseppe Sciarrone (l’ad dimissionario). Ma soltanto dal 29 aprile del 2012, la società ha ottenuto le autorizzazioni necessarie per operare, dopo un durissimo scontro finito anche a carte bollate contro le Ferrovie dello Stato, accusate di ostacolare in ogni modo la concorrenza.

 

Ntv Fs confronto senza storia sui numeri

E Ntv ha chiuso l’esercizio 2012 in perdita per 77 milioni, il doppio dell’anno precedente, scendendo a un patrimonio netto di soli 102 milioni e indebitata verso le banche per 220 milioni. A fronte di costi per 173 milioni, di cui 120 solo per il pagamento dei pedaggi alle Fs, i ricavi si sono fermati a 102,9 milioni.

Impossibile il confronto con le Ferrovie, i cui ricavi si sono portati a 8,2 miliardi e l’utile a 380 milioni sotto la gestione di Mauro Moretti.

Ntv ha presentato un esposto all’antitrust, sostenendo che le Fs facciano dumping, in sostanza tenendo i prezzi dei biglietti sotto-costo nelle tratte in cui esiste la loro concorrenza, aumentandoli in altre tratte, come le regionali o sugli intercity. Un’analoga denuncia era stata presentata da Arenaways negli anni passati e l’authority ne aveva  riconosciuto la bontà, multando le Fs.

E’ curioso, infatti, che le Ferrovie siano allo stesso tempo sia l’arbitro che il giocatore della partita. Da un lato, esse decidono a chi assegnare l’utilizzo della rete e a quali condizioni. Dall’altro lato, però, esse sono anche il monopolista di fatto del servizio stesso. Lo dimostrerebbe anche il pedaggio che viene fatto pagare a Ntv, pari a 9 euro/km per le tratte utilizzate dalla compagnia privata, contro i 6,5 euro in Gran Bretagna e i 5,5 euro in Svezia, dove c’è stata la separazione tra rete e servizio.

 

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Per non parlare del fatto che le Fs hanno ricevuto sussidi statali e regionali pari a 2,239 miliardi di euro nel 2012. Andando avanti così, il sogno di diventare un’alternativa valida al servizio dei treni di stato dovrà quanto meno essere ridimensionato. Ntv impiega oggi mille dipendenti e altrettanti sarebbero dell’indotto. 50 i servizi coperti ogni giorno e l’alta velocità con Italo è il simbolo di questa nuova realtà ferroviaria, ma che al momento sta frenando sulle nuove iniziative e tratte.

Dal canto suo, la risposta delle Ferrovie è sempre la stessa: strano che i privati chiedano di aumentare i prezzi dei biglietti, così come per Moretti non sarebbe accettabile che i privati entrino solo sulle tratte remunerative, scremando il mercato e addossando alle sole Fs le tratte secondarie e sotto-costo.

Uno scontro lungi dal finire e che vede l’assenza di una cultura adeguata di mercato e della concorrenza in Italia, con la politica che non sembra avere nulla da dire sul tema.

 

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