Nouriel Roubini: 60% di Probabilità di una Recessione

Il Premio Nobel dell'economia dice che secondo i suoi dati stiamo entrando in una recessione, e che le autorità non hanno gli strumenti per combatterla.

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Intervista di Nouriel Roubini a Bloomberg TV, con le sue previsioni 2011 e anni a venire:

C’è la probabilità di una nuova recessione? e cosa potrebbe fare a questo punto la Fed per evitarla?

RECESSIONE ECONOMICA 2011 – “Abbiamo raggiunto uno stallo dell’economia, non solo negli Stati Uniti, ma nell’eurozona e nel Regno Unito. Abbiamo una probabilità del 60% di entrare in recessione l’anno prossimo, e purtroppo siamo a corto di strumenti di politica economica. Ogni paese sta facendo politiche di austerità fiscale e ci sarà un drenaggio fiscale. La possibilità di sostenere le banche è oggi impossibile a causa dei vincoli politici e gli stati sovrani non possono salvare le proprie banche in difficoltà, perché sono in difficoltà essi stessi. ”

“Tutti vorrebbero una valuta più debole, ma se una moneta è più debole, un’altra deve essere più forte. Ci sarà ancora allentamento monetario e quantitative easing da parte della Fed e di altre banche centrali, ma il canale del credito non funziona più. La velocità di circolazione della moneta è crollata e tutti i soldi extra vanno in riserva. C’è stata deflazione, ma i numeri dell’economia nel mese di agosto hanno cominciato a migliorare prima che iniziasse il QE. I dati macro sono negativi, ma il mercato è in rally in attesa di un QE3, ma penso che il rally avrà vita breve. I dati macro, l’ISM, l’occupazione, l’immobiliare andranno sempre peggio, e il mercato inizierà a correggere di nuovo. Stiamo entrando in una recessione, siamo a velocità di stallo e siamo a corto di proiettili.”.

Ci sono strumenti di politica monetaria che potrebbero essere più utili di altri?

“Quelli che sono in discussione al FOMC non avranno un grande effetto perché se si allungano le scadenze, si stanno comprando buoni del Tesoro a lungo termine e vendendo a breve termine, si sta appiattendo la curva dei rendimenti in un modo che fa male alle banche … Questa volta non avremo un ulteriore acquisto di buoni del Tesoro o uno stimolo fiscale. Avremo un fiscal drag e l’effetto a breve termine di un rally del mercato andrà in fumo quando l’economia reale entrerà in riserva. In base ai miei dati stiamo entrando in una recessione.”

Se Bernanke non ha gli strumenti, cosa potrebbero fare il Presidente Obama e il Congresso?

“Avremmo certamente bisogno di un altro stimolo fiscale. Molto più forte di quello che abbiamo già avuto. Quello di prima non è stato abbastanza. Ma il Congresso è controllato dai Repubblicani, e voteranno contro Obama nel segno dell’austerità fiscale. Se le cose peggioreranno, sarà solo per la loro politica”.

“L’American Recovery and Reinvestment Act del 2009 è stato efficace, nel senso che la recessione avrebbe potuto trasformarsi in una Grande Depressione. Le cose sarebbero andate molto peggio senza di esso, quindi è stato molto efficace, nel senso di impedire una Grande Depressione, ma non è stato abbastanza significativo. Con milioni di lavoratori edili disoccupati, abbiamo bisogno di un miliardo di dollari, di un programma quinquennale solo per le infrastrutture, ma non è politicamente fattibile e per questo ci sarà un drenaggio fiscale e avremo una recessione “.

La curva dei rendimenti segnala o no una recessione, e c’è un’incongruenza con la relazione della Fed?

“Tradizionalmente, si può avere l’inversione della curva dei rendimenti. In questo momento abbiamo la politica dei tassi a 0 e non possiamo avere questa inversione della curva, ma il mercato obbligazionario in contrasto con il mercato azionario si aspetta una recessione. Noi abbiamo la preoccupazione della crescita nonostante le preoccupazioni sul rischio di credito sovrano. Dopo il downgrade di S & P, i rendimenti obbligazionari sono scesi dal 2,5% al 2% o meno. Il mercato obbligazionario sta dicendo che una recessione è alle porte e ce lo sta dicendo l’appiattimento della curva dei rendimenti. Non possiamo avere una inversione perché non si possono avere tassi di interesse negativi a lungo termine. Questo è il motivo per cui non si vede l’inversione”.

Parlando dell’Europa, cosa si può fare per fermare il contagio?

Una volta che il meccanismo di salvataggio sarà passato resterà a corto di soldi nel giro di pochi mesi, e se non triplicano il fondo o fanno gli eurobonds, se l’Italia e la Spagna perderanno l’accesso al mercato, non ci saranno abbastanza soldi per sostenerle… Io non credo che sia politicamente possibile dire al pubblico Tedesco che dovranno accollarsi parecchi miliardi di dollari di debito della periferia. Se non avremo un eurobond, cosa succede se il caso della Grecia non è un fatto eccezionale come dicevano, ma si ripete in Portogallo, in Irlanda e, infine, in Italia e Spagna?

Cosa si può fare per evitare che una crisi del debito diventi una vera e propria crisi finanziaria sistemica?

CRISI DEBITO SOVRANO E CRISI FINANZIARIA 2011 “Le banche in Europa sono già in difficoltà. I rischi bancari sono diventati rischi sovrani quando le banche sono state salvate dagli stati, ma ora il rischio sovrano è sempre e ancora rischio bancario, perché ci sono tanti stati insolventi che non possono sostenere le proprie banche. C’è una buona quota del debito pubblico detenuta dal sistema bancario. E’ un circolo vizioso tra rischio sovrano e rischio bancario. Non è possibile separarli. L’attuale approccio degli europei è quello di cercare di tirare avanti. Andare avanti e fingere. Non è un equilibrio stabile. E’ un disequilibrio instabile. O gli europei vanno nella direzione di una maggiore unione economica monetaria e fiscale o l’unica altra alternativa è un default disordinato o calcolato e, infine, spezzare l’unione monetaria.”

Che dire sulla Cina e le sue prospettive di crescita?

CINA CRESCITA ECONOMICA – “La Cina nel breve periodo sarà in grado di mantenere la crescita perché ci sarà una grave recessione e le economie avanzate faranno politiche monetarie e fiscali espansive e di stimolo al credito. La realtà è che la loro economia è sbilanciata. Gli investimenti fissi sono oggi al 50% del PIL. Nessun paese al mondo può essere così produttivo e impiegare la metà del prodotto in investimenti in beni capitali. Ci sarà un aumento del debito pubblico, è già all’80% del PIL, incluso il governo locale … Vedo un atterraggio duro in Cina come un evento probabile, non quest’anno o l’anno prossimo, ma entro il 2013, quando questi investimenti eccessivi andranno in frenata.”

“Anche senza il rallentamento degli Stati Uniti, questo boom di investimenti porterà a una brusca frenata. L’economia sarà debole negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Questo intensificherà l’indebolimento della Cina.”

E sull’esposizione debitoria delle banche cinesi?

“Le banche cinesi hanno grande esposizione verso il governo statale e i governi locali e dei veicoli speciali che hanno finanziato gli investimenti locali. Ammonta a diversi miliardi di dollari e si stima che il 30% di questi prestiti andranno in default e non saranno esigibili. Le banche cinesi si surriscalderanno. ”

Sul Brasile?

BRASILE CRESCITA ECONOMICA – “Il Brasile ha dei fondamentali economici forti … La nostra previsione è che quando la recessione colpirà le economie avanzate, la crescita economica in America Latina, Brasile compreso, rallenterà bruscamente l’anno prossimo rispetto a quest’anno. Il Brasile ha dei suoi problemi interni. Se faranno le riforme strutturali che sono necessarie, potrebbero avere un alto potenziale di crescita, ma la questione è se il nuovo Presidente sarà disposto a fare le riforme strutturali per ridurre gli squilibri e aumentare la crescita potenziale del Paese.”

 

Articolo originale: Nouriel Roubini: 60% Probability of Recession

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