Non solo chiusure domenicali, il dramma dei negozi che chiudono per sempre

Negli ultimi 10 anni sono stati 63mila i negozi che hanno dovuto chiudere per sempre, un calo dell’11,1% rispetto al 2008 e che ha riguardato in particolare i centri storici delle città.

di , pubblicato il
Negli ultimi 10 anni sono stati 63mila i negozi che hanno dovuto chiudere per sempre, un calo dell’11,1% rispetto al 2008 e che ha riguardato in particolare i centri storici delle città.

Il tema delle chiusure domenicali dei negozi è ancora in auge. C’è chi vorrebbe tenere aperti i negozi e chi si trova d’accordo nel rispettare le chiusure per far in modo che i lavoratori abbiano la possibilità di passare le feste in famiglia. Un dato ancora più preoccupante, però, riguarda le chiusure definitive dei negozi secondo il rapportoDemografia d’impresa nei centri storici italianirealizzato da Confcommercio.

Il dramma dei negozi che chiudono e dei centri storici svuotati

Negli ultimi 10 anni sono stati 63mila i negozi che hanno dovuto chiudere per sempre, un calo dell’11,1% rispetto al 2008 e che ha riguardato in particolare i centri storici delle città vero fulcro del commercio. Con le chiusure dei negozi sono invece aumentati il commercio ambulante e le attività di ristorazione e alloggio. Nelle 120 città analizzate il trend sembra abbastanza omogeneo, anche se dal 2015 il fenomeno sembra aver subito un rallentamento. In particolare, ad aver subito maggiormente la crisi e quindi la chiusura sono stati alcuni tipi di negozi in particolare come librerie, negozi di giocattoli, abbigliamento e scarpe mentre al contrario tecnologia, farmacie e ristorazione hanno subito un andamento inverso. A preoccupare è soprattutto la situazione dei centri storici che sembrano svuotarsi. La ragione non va tanto ricercata nella preferenza delle persone ad acquistare nei centri commerciali o direttamente online, un fenomeno che comunque ha un peso, ma nei canoni di locazione troppo alti che hanno spinto molti negozianti a dover cercare locali in zone periferiche.

Possibili soluzioni

Secondo il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli “c’è bisogno di un piano nazionale per la rigenerazione urbana, fondato sul riconoscimento del rapporto strettissimo tra commercio e vivibilità delle nostre città, e di misure dedicate all’innovazione delle piccole superfici di vendita”.

A commentare lo studio anche il Codacons secondo cui è impossibile pensare alle chiusure domenicali con una situazione del genere: “I dati diffusi oggi da Confcommercio secondo cui 64 mila negozi sono spariti in Italia negli ultimi 10 anni, dimostrano in tutta la sua evidenza come sia assolutamente folle pensare alle chiusure domenicali dei negozi nel nostro Paese”.

Carlo Rienzi ha voluto anche affrontare il tema degli e-commerce e dei saldi di fine stagione, considerati ormai inutili visto che gli italiani usano sempre più acquistare online o durante eventi commerciali come il Black Friday che riscutono sempre più successo: “I numeri della Confcommercio attestano una strage di negozi negli ultimi anni, situazione di cui ha beneficiato solo l’e-commerce, settore che registra crescite record. Disporre per le legge le chiusure domenicali degli esercizi commerciali equivarrebbe a condannare all’estinzione i piccoli negozi e le botteghe di quartiere, che non possono reggere la concorrenza delle multinazionali straniere e dei giganti del commercio online. Al contrario il Governo deve rilanciare i piccoli esercizi, liberalizzando il settore, abolendo i saldi di fine stagione e creando occasioni di acquisto analoghe al “Black Friday” che, come dimostrano gli ultimi dati, incontrano l’apprezzamento dei consumatori”.

Lo studio completo si trova a questo link

Leggi anche: Chiusura negozi alla domenica: nuovo confronto con le associazioni di categoria

Argomenti: ,