Non solo Black Friday, la corsa agli acquisti impazza anche con il Cyber Monday

Tra venerdì nero e cyber-lunedì, gli americani spenderanno miliardi di dollari presso negozi e siti online. E i dati attesi sono per quest'anno fortemente in crescita.

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Tra venerdì nero e cyber-lunedì, gli americani spenderanno miliardi di dollari presso negozi e siti online. E i dati attesi sono per quest'anno fortemente in crescita.

Non sono ancora moltissimi gli italiani che conoscono esattamente il significato del “Black Friday”, il “Venerdì Nero” per gli americani, che lungi dall’essere una cadenza negativa, si rivela una giornata piuttosto ghiotta per gli affari, aprendo la stagione dello shopping, che si concluderà effettivamente solo con la fine delle vacanze natalizie. Esportato negli ultimi anni anche in Europa e nel resto del mondo, resta una tipicità tutta a stelle e strisce, anche perché è legata al Giorno del Ringraziamento. Quest’anno, sarà il 24 novembre, ovvero tra poco più di una settimana. Ma in cosa consiste esattamente? E’ il giorno, in cui i negozi e ormai anche e, soprattutto, i siti di vendite online lanciano gli sconti sui loro prodotti per attirare consumatori e battere la concorrenza. Avete presente le scene di centinaia o persino migliaia di americani accalcati dinnanzi alle vetrine dei centri commerciali, in attesa della loro apertura, pronti a corrervi dentro per appropriarsi dell’ultima offertissima? Ecco, parliamo proprio di questo. (Leggi anche: Black Friday, shopping USA a tutta potenza: ecco i numeri)

Il fenomeno forse non avrà mai la stessa rilevanza nel nostro paese, anche se è diventata consuetudine presso tutti i principali negozi online praticare sconti e offerte alla clientela per il “Black Friday” di casa nostra. In America, fallire in quei giorni significa avere mancato l’appuntamento più atteso dell’anno, un po’ come se un negozio di abbigliamento in Italia andasse male sotto Natale. Anche perché le offerte e la corsa agli acquisti non si esauriscono con la giornata di venerdì, ma restano caldissime almeno fino a tutto il lunedì successivo. Anzi, con il boom dello shopping online, negli ultimi anni negli USA sta prendendo sempre più piede il cosiddetto “Cyber Monday”, il lunedì successivo al “Black Friday”, ma dedito alle vendite su internet.

Numeri shock del lungo weekend dello shopping

Lo scorso anno, sono stati spesi solo online di venerdì 3,34 miliardi di dollari, il 21,6% in più dell’anno precedente. Quest’anno, le cose dovrebbero andare ancora meglio e per tutti. Secondo App Annie, gli americani trascorreranno solamente il prossimo venerdì 6 milioni di ore per fare acquisti sui primi 5 siti di vendita su internet, il 40% in più su base annua. Ciò significa, aggiunge, che questi top 5 incideranno per il 15% del tempo totale speso per i quattro giorni che vanno dal venerdì al lunedì successivo. A beneficiare della crescita sarebbero anche i cosiddetti “brick-and-clicks”, ovvero quei negozi fisici, che posseggono anche siti online per le vendite, come Wal-Mart, Target e Home Depots. Per loro, l’aumento atteso è del 30%, in termini di tempo trascorso dagli utenti sui loro siti.

E un sondaggio del mese scorso, realizzato da RetailMeNot, avrebbe trovato che gli americani quest’anno spenderanno nel lungo weekend festivo il 47% in più dell’anno scorso, ovvero qualcosa come 743 dollari a testa. E cresce la febbre per il “Cyber Monday”: se l’anno scorso vi hanno fatto acquisto il 39%, quest’anno la percentuale salirebbe al 56%. Già nel 2016, il lunedì dedicato agli acquisti online era stato il giorno di shopping più positivo di sempre con vendite realizzate per 3,39 miliardi, superando quelle online per 3,34 miliardi del venerdì precedente. Includendo il Giorno del Ringraziamento, le vendite online totali furono di 9,36 miliardi, +16,4% su base annua.

Il successo o meno del periodo che va dal 23 al 27 novembre determinerà la buona riuscita del cosiddetto “shopping holiday” e fornirà, in particolare, qualche buona indicazione sullo stato di salute dell’economia americana. Quello di quest’anno è il primo formalmente sotto la presidenza Trump, il secondo dalla sua vittoria. I numeri robusti del 2016 e quelli attesi per i prossimi giorni depongono in favore della Casa Bianca, anche perché con una disoccupazione poco sopra il 4% e una crescita del pil mediamente del 3% nei precedenti due trimestri, nonostante la sciagura dell’uragano Harvey, di motivi per comprare ve ne sarebbero. E se la bassa inflazione fa disperare la Federal Reserve, intenta a stabilizzare la crescita dei prezzi al 2% tendenziale, alle famiglie americane va benissimo così. Potranno continuare a fare acquisti convenienti e la “guerra” tra colossi americani di internet e del retail tradizionale, nonché le sinergie tra alcuni di questi (si vedano Wal-Mart con Google e Amazon con Whole Foods), non fanno che accrescere le occasioni imperdibili a tutto beneficio dei consumatori. (Leggi anche: Black Friday 2017 in Italia, conto alla rovescia)

 

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