Non si arresta la caduta del Pil italiano ma il governo scorge segnali di ripresa

Recessione record per l'Italia: Pil in calo per l'ottavo trimestre consecutivo. Timidi segnali di ripresa dalla produzione industriale, in crescita su base congiunturale a giugno

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Recessione record per l'Italia: Pil in calo per l'ottavo trimestre consecutivo. Timidi segnali di ripresa dalla produzione industriale, in crescita su base congiunturale a giugno

L’Istat ha diffuso in mattinata i dati sul Pil del secondo trimestre di quest’anno. In termini congiunturali, ossia rispetto al trimestre precedente, il prodotto interno lordo italiano cede ancora dello 0,2%. Si tratta dell’ottavo calo consecutivo, un record per il nostro Paese da quando sono iniziate le serie storiche (primo trimestre 1990). In termini annui il calo invece è stato del 2%. Per ritrovare un segno più bisogna andare indietro al secondo trimestre del 2011, mentre la recessione ha avuto inizio il terzo trimestre sempre dello stesso anno, con una flessione congiunturale dello 0,1%. Poiché il calo nel primo trimestre 2013 si è attestato allo 0,6%, la variazione acquisita del pil nel primo semestre del 2013 è -1,7% su base annua, peggiore del -1,3% ufficialmente ancora stimato dal governo. Solo una ripresa a partire dal trimestre in corso potrebbe confermare i numeri del governo.

 

I segnali di ripresa dell’economia italiana

Ma qualche timida speranza di ripresa viene avvertita in altri dati diffusi in questi ultimi giorni. Se a luglio l’indice Pmi Markit/ADACI segna la prima espansione dal luglio 2011 (50,3 punti), anche la produzione industriale a giugno segna una risalita su base congiunturale. Nello specifico a giugno è cresciuta in Italia dello 0,3% proseguendo il trend crescente (+0,1% registrato a maggio). Su base annua, tuttavia, il dato rimane negativo del 2,1% e si tratta della ventiduesima diminuzione consecutiva. Su base trimestrale, poi, si registra ancora un calo dello 0,9%. Mini-boom del settore auto, che segna una produzione in crescita tendenziale del 7,4%, sebbene la media semestrale sia ancora del -6,4%. I maggiori incrementi congiunturali si sono registrati nella produzione di articoli in gomma, plastiche e lavorazioni minerarie non metallifere (+4%), fabbricazione di coke e petroliferi raffinati (+2,3%), dei beni intermedi (1,6%) e dei beni strumentali (+1%), mentre i cali più consistenti hanno riguardato i beni di consumo (-1,2%) e quelli energetici (-0,1%). Su base tendenziale (a/a), corretta per i giorni lavorativi, la produzione ha segnato il calo più vistoso per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,2%), mentre l’espansione più evidente si è registrata nella produzione di prodotti farmaceutici e preparati farmaceutici (+2,8%).
Nei giorni scorsi, anche il Centro Studi di Confindustria aveva annunciato una possibile inversione di tendenza della produzione industriale in estate. Certo, il raffronto internazionale vede l’Italia allontanarsi sempre più dalle potenze economiche principali del pianeta. Negli USA, ad esempio, si è avuta nel secondo trimestre una variazione congiunturale positiva dello 0,4%, mentre il Regno Unito ha registrato un +0,6%. Su base annua, pil americano e quello britannico sono cresciuti entrambi dell’1,4%.

 

“Continuare nell’azione di governo”: ecco il diktat dell’esecutivo Letta

E anche dal vertice tra il premier Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, si pone l’accento sulla ripresa che si può intravedere dagli ultimi dati, frutto della “stabilità dei mercati“, spiega una fonte di Palazzo Chigi, che invita a proseguire l’azione del governo e di sostegno all’attuale politica economica, invitando tutti alla responsabilità. Sempre da Palazzo Chigi, poi, si registra una presa di posizione contro Bruxelles sul caso MPS, dopo che la Commissione ha bocciato il piano industriale presentato da Siena, paventando una possibile bocciatura anche dei Monti-bond, sottoscritti per 3,9 miliardi dal Tesoro a fine febbraio. Per Letta, le suddette obbligazioni della terza banca italiana non sarebbero un aiuto di stato, bensì un finanziamento a titolo oneroso.

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Argomenti: Economia Italia

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