Non sbucciate quella banana! L’inchiesta shock sul frutto più consumato al mondo

L'inchiesta shock sulla banana: dalla coltivazione a quello che arriva sulle nostre tavole. Implicate Chiquita, Dole e Del Monte.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
L'inchiesta shock sulla banana: dalla coltivazione a quello che arriva sulle nostre tavole. Implicate Chiquita, Dole e Del Monte.

‘Non sbucciate quella banana!’ potrebbe essere il titolo di un nuovo film horror-comico ed invece è sembrato quello più adatto per raccontare quanto ha ‘scoperto’ la trasmissione ‘Indovina chi viene a cena’, in onda su Rai 3 tutti i lunedì prima di Report alle ore 21.05. Il taglio è giornalistico e senza peli sulla lingua e la trasmissione si dà il compito di ‘scoprire’ tutte le magagne dell’industria agro-alimentare, anche quando esistono certificazioni o quando si parla di ‘biologico’. L’ultima puntata si è concentrata proprio su quello che viene considerato il frutto più consumato al mondo e il servizio è stato davvero shock.

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Cosa si nasconde dietro la produzione della banana? Le certificazioni

La banana è considerato il frutto più consumato al mondo, ma anche quello che viene considerato il più ‘green’, cioè quello che dovrebbe rispettare maggiormente l’ambiente e soprattutto essere sostenibile anche per i produttori. A certificare questi due aspetti, vi sono società come la Rainforest Alliance e la Scs Global: il problema è proprio questo, le aziende produttrici ‘pagano’ i certificatori per ottenere il famoso bollino di sostenibilità. Ma perché è così importante? Studi di mercato hanno rivelato come il consumatore compri con più piacere, sapendo che il prodotto è ‘biologico’ e che non sfrutta il lavoro e la manodopera. Il business è servito.

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Cosa succede davvero durante la produzione delle banane?

Di green c’è davvero poco nella produzione della banana. Il servizio shock mostra, infatti, come ettari ed ettari di piantagioni di banane vengano ‘innaffiate’ mediante l’utilizzazione di aerei che volano a bassa quota con pesticidi e funghicidi con doppio risultato negativo: innanzitutto, la popolazione che vive in quelle aree rurali e lavora presso le piantagioni viene ‘innaffiata’ e i pesticidi e funghicidi finiscono anche nelle falde acquifere, nei corsi d’acqua e negli orti delle persone – altro che sostenibilità!; in secondo luogo, le banane che arrivano sulle nostre tavole (l’inchiesta parla dei tre produttori più famosi, Chiquita, Dole e Del Monte) contengono sulla buccia sostanze pericolose.

Quali sono i pericoli per la salute del consumo di banane?

La conclusione è probabilmente un po’ allarmistica, ma è sempre più chiaro che di veleni ne mangiamo in continuazione: la dottoressa Del Poggi spiega chiaramente che sono molti i problemi di salute che potrebbero sopraggiungere con l’assunzione di questa tipologia di pesticidi e funghicidi. Soprattutto il cancro, dice la dottoressa, anche perché non bisogna temere di dire che, dalle nostre parti, le banane arrivano contaminate: l’unico modo per difendersi (parzialmente) è acquisire un’abitudine, quella di lavare bene e a lungo le bucce della banana, prima di consumarla. L’unica azienda certificatrice che sembra salvarsi è la Fairtrade che certifica i frutti Solidal Coop. Insomma, la truffa è doppia: acquistiamo le banane credendo di fare del bene alle popolazioni che le producono e così non è; acquistiamo le banane credendo di fare del bene a noi stessi e invece ci avveleniamo. Benvenuti, ancora una volta, nella bottega degli orrori agro-alimentari.

A questo link potete vedere l’intera puntata.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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