‘Non ce nè Coviddi’, adesso è una star su Instagram

L'autrice del tormentone estivo, nato del tutto per caso, spopola sul web. Ecco com'è riuscita a superare l'anonimato senza neppure volerlo.

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L'autrice del tormentone estivo, nato del tutto per caso, spopola sul web. Ecco com'è riuscita a superare l'anonimato senza neppure volerlo.

“Buongiorno da Mondello”. Esordiva così la “carriera” mediatica di Angela Chianello, ignara bagnante siciliana, raggiunta dalle telecamere di Barbara d’Urso per un’intervista in spiaggia post-lockdown. E’ il tardo maggio, finalmente s’inizia a tornare alla normalità dopo una quarantena durata oltre due mesi. In Sicilia già il clima consente i primi bagni al mare e nella località turistica del palermitano si trova con la sua famiglia anche l’autrice di quello che diverrà un tormentone estivo che non scorderemo facilmente. La donna non indossa la mascherina e l’inviata di Canale 5 le chiede perché. La risposta è sincera, quanto indisponente: “non ce n’è Coviddi”, con il nome del virus foneticamente storpiato secondo l’inclinazione dialettale.

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Il web impazzisce. La frase viene utilizzata per creare pezzi musicali nuovi e inserita in altri famosi. In tutto lo Stivale, diventa espressione per rivendicare o addebitare ad altri il negazionismo sulla pandemia. Vuoi offendere un avversario politico? Usi come incipit o chiosi la tua dissertazione con un “non ce n’è Coviddi”.

Per Angela, però, i primi giorni non sono facili. Sul suo profilo Facebook viene insultata e offesa in vari modi, alcuni arriveranno ad augurarle di beccarsi il virus e a minacciare di morte lei e la famiglia. Perché sul web è tutto esagerato, anche il buon pensionato di Caserta o la massaia di Bressanone si sentono autorizzati a trasformarsi in quel che non sono, usando linguaggio e fattezze simil-mafiosi.

Il successo social

L’estate scorre un po’ così, tra la paura dei contagi e la voglia di mettersi alle spalle il periodo buio di marzo-maggio.

“Non ce n’è Coviddi” diventa il marchio per chi voglia sdrammatizzare la situazione o esorcizzare le paure, specie in vista della ripresa autunnale, e chi intende sfogare il proprio disgusto per la sottovalutazione altrui dell’allarme. Fatto sta che pochi giorni fa Angela intuisce che il suo potenziale mediatico sia tutt’altro che esaurito e decide di sbarcare anche su Instagram, il social delle foto, affollato da influencer veri e presunti, oltre che da una miriade di morti di fama.

Entro 24 ore dalla registrazione, la signora da Mondello raggiunge già i 100 mila follower. Ieri, il conteggio risultava salito a oltre 175 mila follower. Il web si divide ancora e si scatena pro e contro la neo-influencer a sua insaputa. “Possibile che superi i follower di Piero Angela?”, si chiede un nutrito gruppo di internauti, che invita a seguire il celeberrimo divulgatore scientifico, un po’ come per segnalare che la rete non sia solo roba da ignoranti.

Intanto, diverse trasmissioni televisive amplificano il successo social di Angela, interrogandosi con dibattiti semi-seri e altri pretenziosamente chic sulle ragioni di tanta fama. C’è chi si straccia le vesti dinnanzi a tanti “sciocchi” che seguono una sconosciuta assurta alle cronache estive per una frase – per i più – infelice, c’è chi ridimensiona il tutto a una consueta onda mediatica, per la quale non sembra necessario disperarsi e scrivere trattati di sociologia.

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Italia divisa da una frase

Sì, perché i follower non equivalgono ai “like”, trattandosi molto più prosaicamente di persone che seguono una persona o un personaggio anche solo per riderci su, se non per prenderlo in giro o per condividerne sul telefonino le stravaganze. Nessuno si strappi i capelli per l’inutilità degli studi compiuti o per gli scarsi risultati di anni di carriera in campi di analisi di un certo livello, perché il successo di Angela, molto probabilmente passeggero, non toglie spazio ad altri. E’ la semplice risposta di un web a caccia di ironia, di quattro facili risate e di spensieratezza.

Angela e il suo “non ce n’è Coviddi” è stata involontariamente risucchiata in una storia più grande di lei, in quei dibattiti grotteschi e strumentali, per cui bisogna dividersi e dividere tra buoni e cattivi anche dinnanzi a una tragedia come la pandemia. Non è lei né il problema, né il sintomo di un problema, semmai lo è la pesantezza di certa Italia, che ormai non sa farsi nemmeno una grassa risata e pretende di dare lezioncine di morale a tutti, un po’ per uscire dal proprio anonimato e convincersi di essere qualcuno. In fondo, in milioni vorrebbero essere popolari come Angela, anche se facendosi uscire una frase intelligente. Non trovandola, sfogano la frustrazione su chi ha avuto l’impudenza di salutare le telecamere dalla spiaggia di Mondello. E i follower salgono!

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