Nikkei: Summers sarà il successore di Bernanke. Come cambierà la Fed?

Obama potrebbe annunciare la nomina dell'ex consulente di Citi già alla fine della prossima settimana. In calo le chances della Yellen. Ecco un profilo del possibile successore di Ben Bernanke

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Obama potrebbe annunciare la nomina dell'ex consulente di Citi già alla fine della prossima settimana. In calo le chances della Yellen. Ecco un profilo del possibile successore di Ben Bernanke

Lawrence Summers sarebbe il nuovo governatore della Fed. Lo scrive il quotidiano giapponese Nikkei, citando fonti anonime, secondo cui la nomina sarà annunciata dal presidente Barack Obama già alla fine della prossima settimana, successivamente al delicato e atteso Fomc del 17-18 settembre.

Non è la prima volta che la nomina arriva con quattro mesi di anticipo sulla scadenza del mandato dell’attuale presidenza dell’istituto. Ben Bernanke ha annunciato nei mesi scorsi di essere indisponibile a un terzo mandato, che pure Obama gli avrebbe forse concesso, vista la sintonia con cui i due uomini hanno gestito la politica monetaria dal 2009 ad oggi.

Oltre a Summers, ad oggi la candidatura più forte resta quella di Janet Yellen, attuale vice di Bernanke, considerata una “colomba” nelle politiche monetarie, tra le più forti sostenitrici delle misure di accomodamento, note anche come “quantitative easing”.

In suo favore si è espressa nelle scorse settimane l’ala liberal del Partito Democratico al Congresso, che ha inviato una lettera ad Obama, nel tentativo di convincerlo a nominare la Yellen a capo della Fed. Sarebbe la prima donna alla guida della banca centrale americana.

E in  questi giorni, ben 313 economisti hanno sottoscritto e inviato una lettera alla Casa Bianca, elencando al presidente USA tutte le ragioni per le quali la Yellen dovrebbe succedere a Bernanke.

 

Nel cv di Summers anche le consulenze a Citigroup

Contro Summers, in verità, esistono posizioni contrarie trasversali, anche all’interno del Partito Repubblicano. L’uomo fu prima vice-segretario al Tesoro sotto la presidenza di Bill Clinton, per essere promosso da quest’ultimo segretario tra il 1999 e il 2001, all’epoca in cui rimosse i vincoli operativi alle grandi banche d’affari americane; una misura, che in molti hanno considerato alla base della crisi dei subprime del 2008. Non gioca, poi, in favore dell’ex uomo di Clinton nemmeno il ruolo di consulente avuto in Citigroup fino alla fine del 2012, trattandosi di un istituto elvetico, coinvolto nella diatriba con Washington sull’evasione fiscale di diversi contribuenti americani.

Ma la lotta tra Summers e Yellen non è un fatto tanto personale, perché potrebbe determinare il corso della politica monetaria nei prossimi mesi. La Yellen a capo della Fed sarebbe una vittoria delle “colombe” e potrebbe ritardare di alcuni mesi il “tapering” del QE3. Al contrario, Summers potrebbe imprimere una svolta restrittiva alle politiche monetarie dell’istituto centrale, attuando sin da subito il “tapering”, riducendo gli stimoli monetari. Non è casuale che all’indiscrezione pubblicata da Nikkei, i rendimenti decennali dei Treasuries si siano impennati fino al 2,94%, vicini al massimo del 2,99% toccato la scorsa settimana.

Decisivo sarà il board del prossimo 17-18 settembre, quando il Fomc, braccio operativo della Fed, potrebbe iniziare a ridurre gli acquisti di Treasuries e di bond immobiliari dagli 85 miliardi di dollari al mese sino ad oggi a circa 75 miliardi. Non una svolta vera e propria, ma un segnale al mercato che la liquidità a costo zero è finita.

E’ convinzione di molti analisti, infatti, che Ben Bernanke non voglia terminare il suo mandato, lasciando al successore la patata bollente della svolta restrittiva, come fece nel 2005 il suo predecessore Alan Greenspan, ma sia intenzionato a iniziare l’inversione di tendenza, in modo da segnare il cammino che Summers o la Yellen o una terza persona dovrà seguire.

 

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Argomenti: Fed