Nicola Morra apre la strada al governo M5S-PD

Nicola Morra, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, non esclude una possibile alleanza tra l'M5S e il Partito Democratico. I nodi da sciogliere per uno scenario di questo tipo sono, però, davvero tanti

di Giuseppe Briganti, pubblicato il
Nicola Morra, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, non esclude una possibile alleanza tra l'M5S e il Partito Democratico. I nodi da sciogliere per uno scenario di questo tipo sono, però, davvero tanti

La fiducia a un governo con il Pd non posso escluderla”. Con queste parole, Nicola Morra, uno degli uomini più rappresentativi del Movimento 5 Stelle, giudicato dai più come uno dei falchi più inflessibile di tutta la rappresentanza parlamentare, annuncia che un governo tra pentastellati e democratici potrebbe essere formato. Non è un’affermazione campata in aria, e nemmeno generica. Morra ha esposto condizioni e modalità. La condizione necessaria e non sufficiente ripercorre il tentativo che all’epoca fece Bersani, e si arricchisce di un certo numero di garanzie che il partito di Epifani dovrebbe offrire al movimento di Grillo. “Se il Pd si presenta da noi con cinque o dieci punti realizzabili, e realizzabili immediatamente, non posso escludere nulla”. Nicola Morra ha poi immaginato come conditio sine qua la firma anticipata a un paio di disegni di legge. Scritti da loro, è lecito supporre. Il metodo sarebbe, come al solito, quello assembleare. Decide l’assemblea, e forse potrebbe decidere anche il web. Insomma, largo consenso prima di compiere un passo così grande.  

Alleanza PD Movimento 5 Stelle: i nodi

Le parole di Nicola Morra giungono inaspettate ma risolutive. Inaspettate, alla luce di quanto accaduto di recente: Grillo ha rinnovato gli attacchi alla sinistra e ha persino annullato una parvenza di accordo tra il M5s di Roma e il sindaco Marino, che aveva offerto loro un posto in giunta (affiliazione votata e approvata dagli attivisti romani). Risolutive, alla luce dei problemi che sono esplosi in questa settimana: Berlusconi vicino alla condanna, rappresaglia del Pdl, governo in bilico. Cosa ne sarà dell’Italia dopo le larghe intese? Morra ha consegnato all’opinione pubblica del materiale con cui rispondere. Non rimane che aspettare il parere di Grillo in merito. Il comico genovese, come dimostra la vicenda romana, ha la forza di annullare accordi presi dagli attivisti, se pensa che vadano contro il Non-Statuto. E il governo M5s-Pd va proprio contro il Non-Statuto, come ricordato dal leader qualche settimana fa: “Il Movimento non fa alleanze, né esplicite né implicite, con i partiti”.  

Il passato travagliato

Nicola Morra sa benissimo che non si può cancellare il passato con un colpo di spugna. Il passato parla di richieste di avvicinamento bollate come tentativi di scouting, il passato parla di un Civati, democratico vicino ai pentastellati, ridicolizzato. Il passato, infine, racconta di un dopo-elezioni travagliatissimo in cui non si è capito bene chi abbia rifiutato chi. I punti di vista qui sono due. -Quello del Pd: “Avevamo offerto 8 punti sui quale basare un’alleanza programmatica ma ce li hanno rifiutati”. – Quello del M5s: “Il Pd in realtà non ha mai voluto governare con noi. Voleva semplicemente i nostri voti, per poi fare ciò che voleva. Non ci ha dato i segnali che aspettavamo (elezione di Rodotà, rinuncia ai rimborsi etc ndr). Prima di pensare a un nuovo governo, va risolta anche la questione delle responsabilità e delle colpe.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.