Nessun limite al piano anti spread, la BCE reagisce alle provocazioni del FAZ

Francoforte replica ad articolo Frankfurter Allgemeine Zeitung, per cui si starebbe pensando a tetto massimo di 524 miliardi. Iniziano intanto le udienze della Corte Costituzionale tedesca contro Omt di Draghi

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Un articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) di ieri ha creato parecchio scompiglio nelle scorse ore, avendo riportato la notizia per cui il piano anti-spread messo a punto dal governatore della BCE, Mario Draghi, noto come Outright Monetary Transactions, starebbe per subire un tetto massimo di 524 miliardi di euro, a dispetto di quanto fu promesso quasi un anno fa da Francoforte, con quella famosa frase di Draghi del 26 luglio 2012, “whatever it takes” (“tutto ciò che serve”).

La BCE si affretta a smentire, anche perché proprio l’intervento illimitato, per quanto ad oggi solo potenziale e mai attuato, ha spinto gli investitori a tornare sui mercati dei bond sovrani dell’Eurozona periferica, permettendo un forte restringimento degli spread. Il differenziale di rendimento tra i BTp decennali e i Bund tedeschi si è dimezzato in pochi mesi, passando da oltre i 530 punti base del luglio scorso ai 270-280 bp delle ultime sedute.

Il meccanismo previsto da Draghi, infatti, prevede un sostegno illimitato ai bond sovrani degli stati in crisi, ma in cambio di riforme e dell’attuazione di un piano di risanamento da parte del governo richiedente. Ad oggi, l’Omt non è stato mai applicato, ma ha avuto un effetto benefico sui rendimenti, perché ha dimostrato ai mercati la volontà di Francoforte di tutelare l’euro ad ogni costo.

Ma in Germania è esplosa subito la polemica, tanto che 35 mila cittadini tedeschi hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale di Karlsruhe, per verificare se il piano anti-spread non sia una lesione della sovranità del bilancio federale e se metta in pericolo la stabilità dei prezzi di Berlino (Una sentenza della Corte Suprema tedesca potrebbe portare all’uscita dall’euro).

Oggi e domani si terranno le udienze della Corte, che emetterà una sentenza solo in autunno, ossia dopo le elezioni federali del prossimo 23 settembre. Saranno ascoltati, in qualità di persone informate, sia il componente tedesco del board della BCE, Joerg Asmussen, che il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann.

Il primo ha difeso il piano dell’istituto, sostenendo che sarebbe “efficiente, legale ed economicamente necessario”. Al contrario, la posizione della Buba è arci-nota. Weidmann è contrario alle politiche monetarie accomodanti e sostiene la necessità di risanare i conti pubblici, senza che ciò rappresenti un danno per la crescita degli stati.

I due presenteranno i loro punti di vista, dopo che già la scorsa settimana la Bundesbank ha ottenuto un risultato importante, facendo emergere le divisioni in seno al consiglio direttivo della BCE, in sede di decisione sui tassi e spingendo Draghi a frenare sui saggi negativi sugli overnight, sulla cartolarizzazione dei crediti bancari verso le pmi e su un nuovo taglio dei tassi di riferimento.

L’articolo del FAZ, quindi, altro non sarebbe che un tentativo di parte della stampa tedesca di condizionare l’esito della sentenza di Karlsruhe, dopo mesi di attacchi all’indirizzo della BCE, considerata prona ai voleri degli stati del Sud.

La decisione costituzionale risentirà quasi certamente anche del risultato elettorale di settembre, con i sondaggi che continuano a dare i conservatori della cancelliera Angela Merkel ampiamente in testa, con il 42% dei consensi. Tanto che con gli alleati liberaldemocratici della FDP potrebbero anche continuare a governare da soli, senza ricorrere a una nuova Grosse Koalition, auspicata più all’estero, per cercare di smussare i punti più aspri del programma teutonico sull’Europa. Peserà l’incognita di Alternativa per la Germania, il neo-nato movimento anti-euro, che della contrarietà ai piani di Draghi e dei salvataggi di Bruxelles ne sta facendo una bandiera, maestro nel proporre dubbi sulla loro costituzionalità proprio a Karlsruhe.

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Argomenti: Crisi Euro

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