Negozi chiusi la domenica: stop anche per l’e-commerce? Come funzioneranno i turni

Anche l'e-commerce nel mirino delle chiusure domenicali? Intanto si teme per il popolo dei lavoratori delle domeniche.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Anche l'e-commerce nel mirino delle chiusure domenicali? Intanto si teme per il popolo dei lavoratori delle domeniche.

La querelle relativa alle aperture domenicali e durante i festivi dei negozi continua a tenere banco. Luigi Di Maio è tornato a parlare della questione a La7, dove ha precisato che l’intenzione del Governo non è impedire l’apertura dei negozi e centri commerciali la domenica o durante i festivi ma inserire un meccanismo di turnazione: “ci sarà un meccanismo di turnazione: resta aperto solo il 25%, il resto chiude”, ha precisato il ministro dello Sviluppo Economico.

Chi deciderà la turnazione?

A decidere la turnazione dei negozi sarà il sindaco di ogni città con i commercianti basandosi sulla legge in arrivo. In sostanza resteranno aperti solo un certo numero di negozi un pò come accade per le farmacie. L’intenzione, dunque, è quella di tornare ai vecchi tempi, quando la domenica anche i negozianti e i dipendenti potevano dedicare tempo alla famiglia. E ci sono anche catene della GDO in totale accordo con la proposta come ha rivelato Di Maio sul blog del M5S: “Oggi leggo tante fesserie sui giornali riguardo alle sacrosante chiusure domenicali. Ma ho visto anche questo comunicato di Eurospin, in una pagina a pagamento sul Corriere della Sera, in cui si schiera a favore della nostra proposta. I dirigenti di Eurospin mettono al primo posto la qualità della vita dei dipendenti del gruppo e sanno che questa migliorerà se la domenica sarà dedicata agli affetti e alla famiglia. Così come sanno che non ci sarà alcun ritorno negativo sui profitti”.

Il caso delle città turistiche e il popolo delle domeniche

La proposta di chiudere i negozi la domenica non dovrebbe però riguardare del tutto le città turistiche, come ha spiegato il ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio  “La proposta che abbiamo è di non bloccare le aperture domenicali nelle città turistiche, non posso pensare che in una realtà turistica si blocchi tutto la domenica. Allora facciamo un ragionamento che ci sia un giorno a settimana di chiusura, che non sia necessariamente la domenica, perché altrimenti blocchiamo il turismo nel nostro Paese”.

La proposta del governo in merito alla chiusura dei negozi durante i festivi ha riportato lo sguardo verso i lavoratori dipendenti e autonomi che lavorano prevalentemente di domenica. Sono ben 4,7 milioni i lavoratori dei festivi in Italia, 3,4 milioni di dipendenti e 1,3 autonomi secondo i dati della Cgia di Mestre. Nelle città turistiche, il lavoro nel settore della ristorazione e alberghiero si svolge prevalentemente la domenica. In Italia sono 688.300 i lavoratori che operano nel settore alberghiero e ristorazione la domenica, 579.000 sono invece nel settore del commercio, 686.300 nella sanità, 329.100 nella Pa e 215.600 nel settore trasporti. Le regioni in cui si lavora di più la domenica sono Valle d’Aosta, Sardegna, Puglia, Sicilia e Molise. Dall’altra parte troviamo invece Emilia Romagna, Marche e Lombardia. In merito ai posti di lavoro e le conseguenze delle chiusure domenicali, era intervenuto anche il Codacons preoccupato per i posti di lavoro. Si stima, infatti, che se molti negozi e centri commerciali saranno costretti a chiudere il fine settimana a rimetterci saranno i lavoratori con la perdita di 40mila posti. “Obbligare tutti alla chiusura domenicale, come vuole Di Maio, è assurdo: significa semplicemente far licenziare tanti ragazzi” ha scritto infine Matteo Renzi su Facebook.

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Anche l’e-commerce nel mirino?

Anche l’e-commerce potrebbe finire nella querelle dei negozi aperti o chiusi la domenica. Nella proposta di legge 526 del 17 aprile scorso si legge infatti  “l’ambito di applicazione delle disposizioni proposte è determinato con riferimento a tutti gli esercizi commerciali, comprese le forme speciali di vendita al dettaglio e legate all’e-commerce di cui all’articolo 4, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”. In parole povere ci si potrà collegare ad un determinato sito anche la domenica e i festivi e completare un ordine ma se l’attività si svolge in Italia, l’ordine non potrà partire la domenica o nel giorno festivo ma soltanto dal giorno dopo.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana

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