Natale in Venezuela: giocattoli ai bambini, ma ora è rischio carestia

Il Venezuela imita l'India e ritira dalla circolazione metà del contante. La misura rischia di portare a una vera carestia nel paese, mentre si sequestrano i giocattoli per regalare un "felice Natale" ai bambini venezuelani.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Venezuela imita l'India e ritira dalla circolazione metà del contante. La misura rischia di portare a una vera carestia nel paese, mentre si sequestrano i giocattoli per regalare un

Ultimo atto, in ordine di tempo, del governo di Nicolas Maduro, che rende ancora più drammatica la già gravissima crisi del Venezuela. Con un annuncio a sorpresa, ieri il presidente ha ordinato il ritiro delle banconote da 100 bolivar, il taglio più alto del paese, ma che valgono appena 2 centesimi di dollari ai prezzi effettivi attuali. La spiegazione ufficiale della misura parla di “lotta contro le mafie”, ma la verità è che con un tasso d’inflazione stimato intorno al 500%, anche solo per pagarsi un caffè o comprare un pacchetto di sigarette, i venezuelani sono costretti a portarsi dietro valigie piene di banconote, dato il valore infimo a cui sono sprofondate.

Senonché, i 100 bolivar finora circolanti potranno essere scambiati con bolivar dal taglio più piccolo o con le sei banconote di nuova emissione e fino a 20.000 bolivar, oltre che con le tre nuove monete emesse da Caracas, entro le prossime 72 ore. Troppo poco tempo, lamentano i venezuelani, che hanno iniziato ad assaltare gli ATM. (Leggi anche: Crisi Venezuela, nei negozi si paga a peso)

Eliminato metà del contante in Venezuela

Il contante reso fuori corso è pari al 48% del totale del paese andino e corrisponde a un valore di 600 miliardi di bolivar, che al mercato nero ammonta a meno di 150 milioni di dollari. I disagi si annunciano enormi, considerando la già estrema carenza di beni, a causa principalmente dell’impossibilità di importare alcunché dall’estero, non essendovi dollari disponibili allo scopo.

Secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, l’inflazione venezuelana sarebbe quest’anno del 481% e salirebbe al 1642% l’anno prossimo, al 2.880% tra due anni e al 3.497% nel 2019. La situazione sarebbe fuori controllo, come dimostra anche il sequestro di 4 milioni di giocattoli da parte della Sovrintendenza Nazionale per i Diritti Socioeconomici, come annunciato dal suo presidente William Contreras, che ha spiegato la misura come la risposta alla presunta speculazione della distribuzione, che avrebbe aumentato troppo i prezzi dei giocattoli. (Leggi anche: Prelievi bancari fino a $5 al giorno)

 

 

 

Natale con giocattoli, ma si rischia una carestia

“Ragazzi e ragazze faranno un buon Natale”, ha aggiunto, assicurando che i giocattoli sequestrati saranno venduti a prezzi molto scontati. E possiamo stare certi che in Venezuela vi sarà qualche giocattolo sotto l’albero; poco importa, poi, che la tavola sarà vuota, non riuscendosi a trovare più nemmeno una confezione di caffè nel paese.

Che il Natale potrebbe diventare per i 30 milioni di venezuelani persino più triste di quello che avevano messo in conto fino a qualche giorno fa lo dimostra il caso dell’India, che appena un mese fa ha eliminato l’86% del contante con la drastica misura del governo di mettere fuori corso le banconote da 500 e 1.000 rupie. Il paese asiatico ha registrato un collasso quasi totale dei consumi nelle ultime settimane, dato che le famiglie non possiedono il cash necessario per fare acquisti. Il pil dovrebbe finanche dimezzare il tasso di crescita nell’intero anno fiscale, che si concluderà nel marzo 2017.

Tenendo presente che già il Venezuela vive una carenza spaventosa di beni di prima necessità e che il pil si stima in caduta quest’anno del 10%, dopo un -5,8% accusato nel 2015, l’ultima trovata di Maduro potrebbe implicare una caduta pericolosissima degli scambi, portando il paese sull’orlo di una guerra civile per carestia. (Leggi anche: Emergenza Venezuela, mortalità infantile più alta che in Siria)

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi del Venezuela, economie emergenti, valute emergenti