Nasce il governo Letta. Adesso giù le tasse

Non c’è più tempo da perdere: per far ripartire l’economia bisogna tagliare le spese dello Stato, gli sprechi e la burocrazia che assorbe troppe risorse. Per l’economista Vaciago ci sono troppi dipendenti pubblici inutili

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Non c’è più tempo da perdere: per far ripartire l’economia bisogna tagliare le spese dello Stato, gli sprechi e la burocrazia che assorbe troppe risorse. Per l’economista Vaciago ci sono troppi dipendenti pubblici inutili

A due mesi dalle elezioni, nasce il nuovo governo presieduto da Enrico Letta. Un esecutivo politico di larghe intese, come nelle previsioni, composto da 21 ministri, con molte donne e un’età media più bassa. Letta dovrà ancora ricevere il battesimo dalle due Camere prima di insediarsi a tutti gli effetti, ma il passaggio parlamentare appare quantomeno scontato e solo una questione di tempo. Tempo che stringe, però, perché l’Italia è ormai in ginocchio su una crisi economica mai vista e la comunità finanziaria internazionale non è più disposta ad accettare altri rinvii o perdite di tempo. L’imperativo invocato dalle forze produttive, quindi, sarà quello di abbattere la pressione fiscale su famiglie e imprese rilanciando lavoro e occupazione. Ma come?

 

Burocrazia più leggera e meno dipendenti statali per uscire dalla crisi

 

vaciago

La priorità deve essere la crescita economica, non c’è dubbio. A fronte di un alleggerimento dell’Imu sulle case, e delle tasse in genere su imprese e famiglie (tares, Iva, ecc.), occorre trovare adeguata copertura finanziaria con mirati ed efficienti tagli alla spesa pubblica per non compromettere l’equilibrio del bilancio dello Stato. In particolare bisogna alleggerire la macchina statale, la burocrazia, gli sprechi e il numero dei dipendenti pubblici che non servono. Basta con le imposte a pioggia che dissanguano i contribuenti. A parlare è Giacomo Vaciago, noto economista e politico, in un’intervista rilasciata per il quotidiano Il Giorno,. “Nessun investitore straniero investe più in un paese dove la macchina pubblica non funziona e dove la giustizia è incivile. Quindi la prima cosa da fare per far diventare attraente l’Italia è rendere la sua amministrazione pubblica leggera, efficiente e onesta”.

Parole sante, verrebbe da dire, ma finora non si è fatto nulla con governo dei tecnici, solo chiacchiere e fumo negli occhi. E’ evidente a tutti. “Qualsiasi contatto con la macchina pubblica continua a comportare innumerevoli file e soprusi di ogni tipo”. La spending review di Enrico Bondi, a un anno di distanza non ha prodotto alcun risultato sull’apparato statale. “Nel settore pubblico – puntualizza Vaciago – non c’è stato neanche un licenziamento, nessun impiegato inutile è stato lasciato a casa. Questo dimostra che ancora oggi nel pubblico basta una tessera di partito (o di sindacato) per tutelare il proprio posto di lavoro e che la cura a cui si sono sottoposti gli altri paesi da noi è ancora tutta da cominciare”. Quindi, la spending review è fallita, o meglio, è stata fatta solo per il privato dove non serviva incrementando ulteriormente la spesa sociale (Cig, mobilità, disoccupazione). Gli esodati, tanto per intenderci, arrivano tutti da lì.

 

Governo Letta, la rosa dei 21 ministri

 

Presidente del Consiglio – Enrico Letta

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Filippo Patroni Griffi

Interni e Vicepremier- Angelino Alfano

Difesa – Mario Mauro

Esteri – Emma Bonino

Giustizia – Anna Maria Cancellieri

Economia – Fabrizio Saccomanni

Riforme istituzionali – Gaetano Quagliariello

Sviluppo – Flavio Zanonato

Trasporti Infrastrutture – Maurizio Lupi

Poliche Agricole – Nunzia Di Girolamo

Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza

Salute – Beatrice Lorenzin

Lavoro e Politiche sociali – Enrico Giovannini

Ambiente – Andrea Orlando

Beni culturali e Turismo- Massimo Bray

Coesione territoriale – Carlo Trigilia

Affari europei – Enzo Moavero Milanesi

Affari regionali – Graziano Delrio

Pari opportunità, sport, politiche giovanili – Josefa Idem

Rapporti con il Parlamento – Dario Franceschini

Integrazione – Cecile Kyenge

Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

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