Mutui casa convenienti nel 2017? Sempre a tasso variabile

I mutui casa più convenienti saranno anche nel 2017 a tasso variabile, specie dopo le ultime novità della BCE.

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I mutui casa più convenienti saranno anche nel 2017 a tasso variabile, specie dopo le ultime novità della BCE.

L’Osservatorio del Crif (Centrale rischi finanziari) ha trovato un aumento delle richieste di mutui casa del 12,7% nei primi 12 mesi del 2016, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A novembre, le richieste risultano cresciute su base annua del 13,2%, surroghe incluse. In crescita anche l’importo medio richiesto per comprare un immobile con il prestito della banca: 125.517 euro, decisamente in rialzo dai 121.051 euro dello stesso mese del 2015. Il valore medio nei primi 11 mesi dell’anno è stato, quindi, di 123.164 euro.

La fascia di età, dalla quale sono arrivate le maggiori chieste è quella dei 35-44 anni, mentre la durata più in voga è stata compresa tra 16 e 20 anni. (Leggi anche: Mutui 2016, come sono cambiate le richieste)

Una famiglia su 20 non riescono a pagare il mutuo o l’affitto

Eppure, non sono rose e fiori per il mercato dei mutui casa, come dimostra un’indagine Istat sulle condizioni di vita degli italiani, che ha trovato che il 5,4% delle famiglie nel nostro paese nel 2015 era indietro sui pagamenti dei mutui e degli affitti, il livello più alto mai riscontrato da undici anni di rilevazioni. E se nel Nord-Est è il 4,7% in difficoltà con la tempistica degli impegni sul fronte casa, al Sud la percentuale sale al 6,9%. E tra gli under-35 si arriva al 12%, mentre tra gli over-65 si registra un minimo dell’1,5%.

D’altronde, sempre secondo l’Istat, quasi tre famiglie su quattro non sarebbero in grado di mettere da parte nulla a fine mese: il 71,6% non mostrerebbe alcuna capacità di risparmio. (Leggi anche: Mutui casa, famiglie sempre più in difficoltà)

 

Mutui a tasso variabile restano più convenienti

A maggior ragione, le ristrettezze economiche impongono alle famiglie di scegliere il mutuo casa più conveniente come forse mai prima.

La tempistica per i contratti è sempre più importante. Abbiamo dedicato già diversi articoli a spiegarvi quanto siano diventati nuovamente più convenienti i mutui a tasso variabile, dopo che per mesi, nel corso di quest’anno, due contratti su tre in banca erano stati stipulati a tasso fisso. (Leggi anche: Mutui tasso variabile convenienti con rialzo rendimenti)

La risalita dei tassi di mercato degli ultimi mesi sta riguardando ancora solamente la curva a medio-lunga scadenza, visto che il surriscaldamento delle aspettative d’inflazione non è cosa relativa all’oggi, ma ai prossimi anni. Poiché i mutui a tasso variabile sono agganciati all’Euribor da 1 a 12 mesi, ovvero ai tassi medi di mercato a breve termine, si ha che questi non siano ancora affetti dal rialzo dei rendimenti dei titoli di stato e delle obbligazioni private, in corso dall’agosto scorso e in accelerazione nell’ultimo mese.

Ieri, la BCE ha confermato e, anzi, ha reso ancora più limpido questo quadro, annunciando acquisti di bond a partire dalle scadenze residue di un anno (dai due fino ad oggi) e pure con rendimenti inferiori al -0,4%, finora fissato come tasso-limite. Queste novità si tradurranno in un aumento degli acquisti di titoli a breve scadenza, quindi, in una curva dei rendimenti più ripida, che nel corso del 2017 dovrebbe portare a un ulteriore calo dei tassi a breve e a una risalita di quelli a lungo termine, beneficiando ancora di più i mutui a tasso variabile e rendendo meno convenienti quelli di nuova stipula a tasso fisso. (Leggi anche: Mutui tasso fisso, stangata da elezioni USA)

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