Mutui, un sogno per gli under 35: cosa c’entra il lavoro e perché sono calati

I contratti a tempo determinato e le partite Iva rappresentano due fattori chiave nel calo dell’erogazione dei mutui agli under 35.

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I contratti a tempo determinato e le partite Iva rappresentano due fattori chiave nel calo dell’erogazione dei mutui agli under 35.

Un recente report di Mutuionline.it, il portale numero uno in Italia di confronto finanziamenti per l’acquisto di una casa, denuncia il crollo della quota di mutui assegnata agli under 35 in questi ultimi anni. Dal 2006, i mutui erogati alle persone che non hanno ancora compiuto 35 anni si sono letteralmente dimezzati, passando dal 44,8 all’attuale 22,6 per cento. A pesare come un macigno è l’incertezza sul lavoro che, da una parte, pone le banche in seria difficoltà ad accettare le richieste di mutuo, dall’altra spinge i giovani a rinunciare a presentare la domanda stessa di finanziamento.

Le denunce di Tito Boeri e Tommaso Oliviero

Su Repubblica, Tito Boeri ha invitato gli istituti bancari a concedere più fiducia ai giovani, sottolineando la netta flessione dei mutui erogati agli under 35. Sorge poi automatica la domanda su una probabile autocensura attuata dai più giovani, che percepiscono l’ottenimento del mutuo come una sorta di miraggio. Oltre all’ex presidente dell’Inps, sulla vicenda è voluto intervenire anche Tommaso Oliviero, ricercatore di Economia all’Università Federico II di Napoli. L’economista ha affermato che i contratti a tempo determinato e le partite Iva rappresentano due fattori chiave nel calo dell’erogazione dei mutui agli under 35, aggiungendo che l’incertezza sul lavoro pesa anche sulla scelta di avere un figlio.

La risposta delle banche

Sempre sulle colonne di Repubblica è arrivata la replica dell’amministratore delegato di Ubi Banca, che ha difeso l’operato degli istituti bancari rigettando le accuse. Il dirigente di Ubi ha portato l’esempio di una coppia di giovani con un reddito complessivo di 2.000 euro e la loro richiesta di mutuo con una rata mensile da 1.000 euro.

La domanda dell’amministratore delegato è stata: “Come mangiano?” Dall’altra parte, Victor Massiah (Ubi Banca) ha sottolineato anche che il proprio istituto è in prima fila qualora la rata del mutuo corrisponda al 25-30% del reddito complessivo, sostenendo l’importanza della fidelizzazione da parte della coppia essendo ancora giovane.

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