Mutui a tasso variabile diventano più convenienti con il rialzo dei rendimenti

I tassi di mercato stanno salendo, ma non sono tutti i mutui a risentirne. Ecco quali e perché.

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I tassi di mercato stanno salendo, ma non sono tutti i mutui a risentirne. Ecco quali e perché.

I rendimenti dei BTp sono in decisa ascesa per le scadenze medio-lunghe, tanto che nel corso delle ultime sedute sono saliti sopra l’1,70% sul tratto a 10 anni, ai livelli più alti da otto mesi e mezzo, +65 bp in 2 mesi e mezzo. Sta accadendo, infatti, che il mercato inizi a scontare un graduale ritiro degli stimoli monetari della BCE, dopo che saranno ulteriormente potenziati a fine anno, per via del lento, ma apparentemente costante recupero dell’inflazione, che ad ottobre si è attestata allo 0,5% nell’Eurozona, seppur tornata negativa in Italia. Naturale che si abbiano ripercussioni anche sui mutui, ma stavolta sembra che vi sia un esito paradossale. Spieghiamoci meglio.

I mutui a tasso fisso sono agganciati all’Eurirs, a seconda della loro durata, per cui un contratto a 10 anni è legato all’Euris a 10 anni, uno a 20 anni all’Eurirs a 20 anni, etc. Quelli a tasso variabile, invece, sono correlati all’Euribor da 1 a un massimo di 12 mesi, ossia ai tassi medi di mercato nell’Eurozona e a breve termine. (Leggi anche: Mutui tasso fisso o variabile: quali saranno ancora più convenienti?)

Salgono solo i tassi a lunga scadenza

Ora, nelle ultime settimane sta accadendo che le maggiori aspettative d’inflazione nell’Eurozona stiano spingendo in alto i rendimenti dei bond e dei prestiti interbancari, ma non tutti, solo quelli a medio-lunga scadenza. Anzi, per le scadenze brevi, i tassi Euribor restano ai minimi storici. Quelli a un mese sono al -0,37%, quelli a un anno al -0,07%.

Ciò significa, che chi ha contratto un mutuo a tasso variabile non ha affatto ancora risentito dell’aumento dei rendimenti, continuando a pagare una rata mai così conveniente.

Diverso è il discorso per chi si accinge a contrarre un mutuo a tasso fisso. Va da sé che quanti lo abbiano fatto nei mesi scorsi non risentono ugualmente dei mutamenti dei tassi di mercato, essendo la loro rata costante, appunto. I nuovi mutuatari, invece, si trovano oggi dinnanzi a una crescita dell’Eurirs a 10 anni di 23 bp allo 0,51% in appena un mese; per i 15 anni, devono fare i conti con un tasso dello 0,85%, in rialzo di 27 bp; +27 bp per i 20 anni allo 0,97%; +26 bp all’1% per i 25 anni e +28 bp all’1,01% per i 30 anni. (Leggi anche: Perché il ritorno dell’inflazione fa così paura?)

 

 

 

Mutui a tasso fisso sempre meno convenienti

Supponiamo di dovere stipulare un mutuo a tasso fisso a 20 anni da 100.000 euro, rimborsabile con rate mensili. In circa 5 settimane, ci troveremmo a contrarre un finanziamento più oneroso di quasi 13 euro al mese, pari a +3.094 euro nell’arco del ventennio. E dire che siamo ancora agli inizi del trend rialzista. In questi ultimi mesi, i mutui a tasso fisso erano diventati così convenienti, che hanno rappresentato i due terzi delle nuove erogazioni, quando ad oggi i due terzi dei mutui contratti sono stati a tasso variabile. (Leggi anche: Mutui casa. è boom online)

Come mai questa divergenza tra Euribor ed Eurirs? Semplice, i primi rispecchiano le condizioni monetarie a breve, i secondi nel lungo periodo. Le aspettative d’inflazione stanno impattando sulle medio-lungo scadenze, perché gli investitori si aspettano sì una maggiore crescita dei prezzi, ma non subito, bensì nell’arco degli anni. Lo stesso trend lo notiamo con i titoli di stato. A fronte del boom dei rendimenti sovrani italiani per i BTp pluriennali, i BoT segnano ancora record negativi. Dunque, chi avesse il desiderio di prendere a prestito a tasso fisso dovrebbe affrettarsi. Le condizioni si stanno deteriorando di settimana in settimana per questa tipologia di mutuo.

Vero è, però, che con il trascorrere dei mesi si registrerà un rialzo dei tassi anche a breve, man mano che le aspettative d’inflazione attecchiranno e che la politica monetaria della BCE sarà meno accomodante.

D’altronde, i mutui a tasso variabile diventano meno appetibili, proprio man mano che i tassi di mercato salgono.

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