Mutui in franchi svizzeri, la Polonia cerca un compromesso tra banche e clienti

Si studiano ipotesi di compromesso tra banche e clienti in Polonia per i mutui in franchi svizzeri, pari a 35 miliardi di dollari e che riguardano 575 mila famiglie. Una proposta interessante arriva dall'authority finanziaria.

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Si studiano ipotesi di compromesso tra banche e clienti in Polonia per i mutui in franchi svizzeri, pari a 35 miliardi di dollari e che riguardano 575 mila famiglie. Una proposta interessante arriva dall'authority finanziaria.

  La Polonia non costringerà le banche a convertire in zloty i mutui in franchi svizzeri, secondo il tasso di cambio vigente alla data della stipulazione dei contratti. Lo ha dichiarato il capo dell’autorità di supervisione finanziaria, Andrzej Jakubiak, in audizione davanti al Parlamento di Varsavia, che ha messo in guardia il legislatore dal creare un impatto negativo sulle banche. Le dichiarazioni di Jakubiak appaiono come una risposta al premier Ewa Kopacz, il quale aveva affermato nei giorni che tra gli interessi delle banche e quelli dei clienti avrebbe scelto i secondi, precisando che il governo non avrebbe alcuna intenzione di sobbarcarsi i costi di un’ipotetica ristrutturazione dei mutui.   APPROFONDISCI – Mutui in franchi svizzeri, la Polonia cerca una soluzione e in Austria esplode la polemica   Il problema è esploso lo scorso 15 gennaio, quando la banca centrale svizzera, la SNB, ha annunciato la fine del cambio minimo tra franco ed euro. La decisione ha immediatamente fatto precipitare lo zloty del 22% contro la divisa elvetica, creando un contraccolpo violento sulle 575 mila famiglie polacche, che fino al 2008 avevano contratto mutui in franchi svizzeri, approfittando del cambio stabile e dei tassi bassissimi applicati su questi prestiti. Tra le ipotesi al vaglio del governo vi era quella di rinegoziare questi mutui, convertendoli in zloty, ma sulla base del tasso di cambio vigente alla data in cui furono stipulati, un’operazione che graverebbe sulle banche per almeno 7 miliardi di dollari da qui ai prossimi 20-25 anni, stando alle stime. In tutto, il valore dei mutui denominati nella valuta elvetica in Polonia ammonta a 35 miliardi di dollari, quasi il 7% del pil polacco, il 46% del totale nel paese.   APPROFONDISCI – La Polonia studia un accordo contro il caro mutui in franchi svizzeri. Allarme del governo  

Il compromesso

La proposta di Jakubiak va nella direzione di raggiungere un compromesso tra banche e clienti.

In sostanza, i mutui sarebbe convertiti in due prestiti denominati in zloty. I primi, secondo il tasso di cambio in vigore alla data della stipulazione, garantiti da un’ipoteca immobiliare. I secondi rappresenterebbero, invece, la differenza tra il valore del mutuo secondo i tassi di cambio attuali e quello sulla base del cambio alla data della stipula del contratto. Questa differenza per eccesso sarebbe per metà sostenuta dal cliente e senza ipoteca, per metà condonata dalle banche. Il costo dell’operazione sarebbe di 1-1,2 miliardi di zloty all’anno per le banche da qui ai prossimi 20-25 anni, secondo Jakubiak. Ad alleggerire il clima pesante delle scorse settimane vi è il forte recupero dello zloty, che dopo avere toccato contro il franco svizzero un minimo di 4,4128, adesso viaggia a 3,9408, risultando rafforzato del 12%. Ciò dovrebbe alleviare sia la lievitazione della rata a carico dei clienti, sia i costi eventualmente sostenuti dalle banche, nel caso di rinegoziazione dei mutui. Gli istituti si sono impegnati con il governo a non richiedere ulteriori garanzie e ad estendere le scadenze per i clienti con difficoltà finanziarie.   APPROFONDISCI – Paura in Polonia per i mutui in franchi svizzeri dopo la decisione della SNB  

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