Mutui casa, la surroga tornerà di moda? Il punto su Bussola MutuiSupermarket

Le nuove richieste di mutui nel primo trimestre sono crollate di quasi l'8%, ma le previsioni sui tassi stanno cambiando e potrebbero portare a una nuova ondata di surroghe.

di , pubblicato il
Le nuove richieste di mutui nel primo trimestre sono crollate di quasi l'8%, ma le previsioni sui tassi stanno cambiando e potrebbero portare a una nuova ondata di surroghe.

MutuiSupermarket.it ha pubblicato nelle scorse settimane dati assai interessanti e apparentemente contraddittori sulle condizioni del mercato dei mutui per la casa in Italia di questi mesi. Partiamo dagli aspetti positivi: mediamente, il prezzo degli immobili per metro quadrato è cresciuto dell’1% nel primo trimestre su base annua, anche se frutto di un +3,1% per gli immobili nuovi e del -0,6% per quelli usati.

E nel quarto trimestre del 2018, le compravendite registrate dall’Agenzia delle Entrate sono aumentate del 9,3% rispetto ai primi 3 trimestri, mentre nell’intero 2018 risultano essere state in crescita del 6,6%. Insomma, la dinamica si mostra positiva. Eppure, nel primo trimestre di quest’anno, le richieste di nuovi mutui sono crollate tendenzialmente del 7,9%.

Banche e mutui, non solo tassi per selezionare i clienti

Che abbiano pesato le variazioni dei tassi? Nell’aprile scorso, i migliori spread applicati ai mutui a tasso fisso risultavano impennatisi allo 0,5%. Stavano azzerati fino alla fine del 2018. Lieve ritocco all’insù anche per gli spread migliori applicati ai mutui a tasso variabile, saliti allo 0,9% dallo 0,7% di fine 2018. Tuttavia, queste variazioni risultano quasi impercettibili per il mercato, considerando che mediamente gli indici IRS a cui si agganciano i mutui a tasso fisso sono diminuiti nel frattempo dello 0,3%, mentre l’Euribor a cui si agganciano i mutui a tasso variabile ha aggiornato di recente i minimi storici, pur di poco.

Non è ai tassi che bisogna guardare per capire come mai le famiglie italiane non stiano approfittando delle condizioni ideali per comprare ricorrendo ai mutui, anche se va detto che nell’ultimo trimestre dello scorso anno, le erogazioni erano aumentate del +13% tendenziale e nell’intero 2018 la crescita era stata del 6,2%, pari a +50 miliardi, toccando importi record. Dunque, o siamo dinnanzi semplicemente a una pausa dopo la corsa dello scorso anno o la questione è più psicologica: le famiglie hanno paura del futuro, temono ripercussioni negative sull’occupazione e magari una stangata fiscale, date le condizioni non rassicuranti dei conti pubblici italiani.

Le novità sui tassi

In realtà, da quando MutuiSupermarket ha pubblicato la sua Bussola Mutui trimestrale a maggio sono arrivate novità dirompenti sul fronte mercati e che toccano direttamente le tasche dei mutuatari presenti e futuri: la BCE sta prendendo in considerazione di tagliare ancora una volta i tassi.

Sì, il costo del denaro potrebbe scendere, anziché salire, come pure si temeva agli inizi dell’anno, quando la stessa Francoforte aveva sospeso gli acquisti netti di assets con il “quantitative easing” e lo spread BTp-Bund infuriava a livelli preoccupanti, avendo superato i 300 punti base sulla scadenza a 10 anni.

L’allarme spread non è rientrato, se non parzialmente ed esclusivamente per via del crollo dei rendimenti sovrani in tutto il mondo avanzato, ma sta di fatto che il taglio possibile dei tassi e il secondo rinvio dell’avvio della stretta monetaria in appena 4 mesi e mezzo lasciano intravedere una situazione piuttosto tranquilla per i mutui nel breve. Vale a dire che quanti si accingessero a comprare casa con il sostegno di un mutuo avranno a disposizione offerte verosimilmente ancora allettanti per l’opzione tasso fisso, per non parlare di quella a tasso variabile. E i mutuatari a tasso variabile stanno beneficiando della permanenza dei tassi ai livelli infimi di questa fase affatto prossima alla conclusione.

Acquistare casa ora è più facile: prezzi in calo e più mutui

Semmai, qualche mutuatario inizierà a chiedersi tra non molto se abbia avuto davvero molto senso correre negli ultimi anni a ripararsi sotto il fisso e potrebbe optare per la surroga. L’incidenza di quest’ultima rispetto al totale dei mutui richiesti online è diminuita dal 38% dell’ultimo trimestre 2018 al 35% del primo di quest’anno, guarda caso in previsione di un imminente aumento del costo del denaro, che sappiamo non ci sarà almeno fino alla metà dell’anno prossimo. Il fenomeno delle surrogazioni dei mutui, quindi, sembra destinato a trovare nuova linfa da qui a breve.

[email protected] 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , ,