Mutui casa: famiglie attendono novità sui tassi, Italia tra pochi senza bolla immobiliare

I mutui casa diventano sempre più allettanti, ma le famiglie in Italia restano alla finestra da alcuni mesi, in attesa di capire cosa accadrà ai tassi. E il Bel Paese resta tra i pochi al mondo senza rischi di bolla immobiliare.

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I mutui casa diventano sempre più allettanti, ma le famiglie in Italia restano alla finestra da alcuni mesi, in attesa di capire cosa accadrà ai tassi. E il Bel Paese resta tra i pochi al mondo senza rischi di bolla immobiliare.

Crescono le compravendite immobiliari nei primi mesi dell’anno, ma crollano le richieste di mutui. Nel primo trimestre del 2019, il numero di case acquistate è salito dell’8,8%, in accelerazione rispetto al +6,6% registrato in tutto il 2018. Tuttavia, le richieste di mutui nel primo semestre risultano crollate del 9,4% su base annua, un fatto che sarebbe stato determinato dal calo accusato dalla componente dei mutui con finalità di surroga.

Sono in estrema sintesi i dati contenuti nell’ultima Bussola di MutuiSupermarket, secondo cui i prezzi per metro quadrato delle case concesse in garanzia per i mutui nel secondo trimestre sono diminuiti del 2%. Nel dettaglio, gli immobili nuovi hanno segnato un rialzo annuale dello 0,8%, pur in decelerazione rispetto al primo trimestre, mentre quelli usati sono diventati meno cari del 2,3%.

I migliori mutui casa a luglio a soli 17 euro al mese, dati di MutuiSupermarket

Quanto agli spread applicati dalle banche ai migliori mutui a tasso fisso, MutuiSupermarket ha trovato per il mese di luglio lo 0,6%, mentre sui mutui a tasso variabile si salirebbe allo 0,9%. I mutui a tasso fisso nel canale online costituivano nel secondo trimestre il 68% delle preferenze, in aumento dal 64% del primo trimestre. Il maggiore appeal è dovuto al tracollo dell’IRS alle varie scadenze, vale a dire dei tassi d’interesse a cui è agganciata questa tipologia di finanziamenti. In effetti, sui 10 anni si è passati dallo 0,77% di inizio anno all’attuale 0,05%, mentre sulla scadenza a 20 anni si è registrato un tracollo dall’1,28% allo 0,52%. I tassi sono diventati ormai negativi fino ai 9 anni.

A titolo di confronto, l’Euribor a 1 mese è sceso nello stesso frangente dal -0,37% al -0,40% e quello a 3 mesi dal -0,31% al -0,37%. Questi sono i tassi a cui si aggancia la stragrande maggioranza dei mutui a tasso variabile. In un certo senso, pur con qualche ritocco apportato dalle banche agli spread, i mutui a tasso fisso sono diventati relativamente più convenienti, anche se il crollo delle richieste di mutui da parte delle famiglie italiane capta in tutta la sua essenza la fase di attesa diffusa in tutta l’Eurozona.

Fino a qualche mese fa, sembrava certo che la BCE avrebbe alzato i tassi entro la fine dell’anno o, al più tardi, nei primi mesi del 2020. Oggi sappiamo che i tassi resteranno fermi o, addirittura, verranno ulteriormente abbassati fino alla metà dell’anno prossimo.

Italia tra poche lontane dalla bolla immobiliare

Bisogna capire, quindi, se sussistano le condizioni per optare per un mutuo a tasso variabile, approfittando degli interessi praticamente azzerati di questa fase. Non è più scontato, infatti, che i tassi saliranno da qui a breve, per cui il mutuo a tasso fisso, per quanto ci preserverebbe dai rischi di un aumento del costo del denaro e ci farebbe dormire tranquilli la notte, d’altro canto finirebbe eventualmente per costarci negli anni più di quanto non sarebbe avvenuto con la contrazione di un mutuo a tasso variabile. Molto dipende certamente dalla durata dell’ammortamento, come vi abbiamo spiegato in diversi articoli precedenti.

Fatto sta che tra tassi e prezzi calanti, comprare casa in Italia diventa ogni mese che passa un affare sempre più grosso. E di fatto, anche gli indicatori internazionali ci collocano una volta tanto tra le economie nel mondo più al sicuro dalla bolla immobiliare, insieme a Giappone e Grecia. Rispetto al 2015, i prezzi delle case all’acquisto risultano del 15,6% più bassi in relazione agli affitti. In Canada per contro, sono esplosi di quasi il 96%, in Nuova Zelanda del 97% e in Svezia del 73%. E nella stessa Germania si è registrato un +5,9%, percentuale non comunque preoccupante.

Altro indicatore: rapporto tra prezzi delle case e redditi delle famiglie tra il 2015 e oggi. In Italia, è sceso del 7,5%, in Germania del 6%, mentre in Canada si è impennato del 55,3%, in Svezia del 45,7% e in Nuova Zelanda del 56,8%. E ancora: in termini reali, i prezzi delle case in Italia si sono contratti nel periodo del 4,5%, mentre sono cresciuti praticamente ovunque nel resto del mondo, con punte del 31,8% in Portogallo, del 27,6% in Irlanda e del 24,1% in Canada. Infine, i mutui casa incidono solo per il 40,3% del pil in Italia, mentre superano il 100% in Canada (100,7%), arrivando al 128,7% in Svizzera, al 120,3% in Australia e al 115,4% in Danimarca.

Prezzi case alle stelle, famiglie indebitate: Australia in bolla immobiliare

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