Mutui casa 2017 meno convenienti, ecco le attese per tasso fisso e variabile

Mutui casa meno convenienti nel 2017 rispetto all'anno appena trascorso, ma vi saranno differenze tra tasso fisso e variabile.

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Mutui casa meno convenienti nel 2017 rispetto all'anno appena trascorso, ma vi saranno differenze tra tasso fisso e variabile.

Il 2016 è stato un anno da incorniciare per il mercato dei mutui casa, che non solo ha consolidato la ripresa, ma ha anche esitato tassi ancora più vantaggiosi per i clienti. L’accomodamento monetario della BCE ha consentito sia all’Euribor che all’Eurirs alle loro diverse scadenze di toccare nuovi minimi storici, con la conseguenza di rendere più basse le rate dei mutui a tasso variabile e fisso.

In particolare, proprio i mutui a tasso fisso hanno registrato un boom di richieste da parte delle famiglie fino alla tarda estate dell’anno appena passato, quando i loro tassi sono tornati a crescere, pur restando più bassi di quelli di inizio 2016. (Leggi anche: Mutui casa mai così convenienti)

Procediamo con ordine. L’Euribor, a cui sono agganciati i tassi variabili, ha concluso il venerdì scorso l’anno con un calo sulle varie scadenze, passando dal -0,21% al -0,37% a 1 mese, dal -0,13% al -0,32% a 3 mesi, dal -0,04% al -0,22% a 6 mesi, dallo 0,06% a -0,08% a 12 mesi.

Mutui a tasso fisso e variabile

Immaginiamo di avere contratto un mutuo a tasso variabile legato all’Euribor a 1 mese, al termine della settimana scorsa, per 100.000 euro e di durata ventennale. La rata mensile sarà risultata più bassa di circa 7,60 euro di quella che avremmo dovuto sostenere nel caso in cui avessimo stipulato il mutuo un anno fa. Su base annua, il risparmio risulta sui 91,50 euro.

Dicevamo, però, che anche i mutui a tasso fisso sono stati nel 2016 più convenienti dell’anno prima. Essi sono agganciati all’Eurirs, che su tutte le scadenze ha registrato cali anche notevoli, passando dallo 0,93% allo 0,64% sui 10 anni, dall’1,34% all’1,02% sui 15 anni, dall’1,52% all’1,15% sui 20 anni, dall’1,54% all’1,19% sui 25 anni e dall’1,56% all’1,20% sui 30 anni. (Leggi anche: Mutui tasso fisso, stangata sui nuovi contratti)

 

 

 

 

Risalita dei tassi quest’anno

A parità di spread, supponendo sempre di avere contratto un mutuo ventennale da 100.000 euro, al termine della settimana scorsa ci saremmo assicurati una rata mensile di 17,71 euro più bassa di quella di inizio 2016, ottenendo così un risparmio per l’intera durata dell’ammortamento di 4.250 euro, ben il 4,25% del capitale preso a prestito.

Fin qui, il passato. Ma cosa accadrà nel 2017? E’ indubbia una risalita dei tassi a medio-lunga scadenza da qualche mese a questa parte, frutto del surriscaldamento delle aspettative d’inflazione e con accelerazione dalle elezioni USA, per via delle politiche pro-crescita promesse da Donald Trump. (Leggi anche: Mutuo tasso fisso, salasso dalle elezioni USA)

Anche i mutui a tasso variabile saliranno

Tuttavia, man mano che il rincaro dei prezzi del petrolio e l’indebolimento del cambio euro-dollaro si tradurranno in inflazione vera e propria, è più che probabile che anche i tassi a breve saranno contagiati dai rialzi, per quanto in misura minore rispetto a quelli più longevi. In altre parole, assisteremmo a un aumento dell’Euribor, per cui anche i mutui a tasso variabile dovrebbero diventare meno convenienti quest’anno.

Dovendo scegliere tra tasso fisso e tasso variabile, la bilancia potrebbe pendere dalla parte di quest’ultimo, anche se i livelli ancora storicamente molto bassi anche dei primi permetterebbe alle famiglie di bloccare il mutuo per i prossimi anni o decenni a costi molto contenuti e che probabilmente non vedremo più per moltissimo tempo. (Leggi anche: Mutui casa convenienti nel 2017? Sempre a tasso variabile)

 

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