La Germania dell’est si sentirà tradita dal quarto governo Merkel?

La Germania festeggia oggi il 27-esimo anno dalla riunificazione. Tuttavia, le elezioni di due domeniche fa hanno mostrato l'esistenza di un Muro di Berlino alle urne. E la cancelliera Merkel rischia di sopraelevarlo.

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La Germania festeggia oggi il 27-esimo anno dalla riunificazione. Tuttavia, le elezioni di due domeniche fa hanno mostrato l'esistenza di un Muro di Berlino alle urne. E la cancelliera Merkel rischia di sopraelevarlo.

C’è uno spettro che si agita nella Germania di questo fine 2017 e che proprio oggi festeggia i 27 anni di ritorno all’unità nazionale. Il 3 ottobre del 1990, in un clima di festa popolare, i tedeschi eleggevano per la prima volta insieme da quasi 60 anni il Bundestag. L’anno prima era caduto l’odiato Muro di Berlino, che aveva fisicamente separato la Germania dell’Est da quella dell’Ovest per 38 anni, segno della divisione in blocchi di tutta l’Europa. Quest’anno, i festeggiamenti hanno un retrogusto amaro per la cancelliera Angela Merkel e un po’ per tutta la politica tedesca. Due domeniche fa, le elezioni federali hanno assegnato ai due schieramenti tradizionali il loro peggiore risultato ottenuto dal 1949, mentre per la prima volta dal Secondo Dopoguerra è entrato in Parlamento un partito euro-scettico (AfD) e che gli avversari tacciano di neo-nazismo. (Leggi anche: Frau Merkel punita, ma l’economia tedesca brilla)

Guardando alla mappa elettorale, si scopre che l’AfD, che sul piano nazionale ha ottenuto quasi il 13% dei voti, nei Laender orientali ha riscosso percentuali più che doppie di quelle prese nei Laender occidentali. Viceversa, i partiti tradizionali hanno subito un tracollo proprio nei primi. Addirittura, in Sassonia è arrivata prima la destra euro-scettica, superando per poco la CDU, il partito della cancelliera.

Dunque, chi immaginava che la divisione tra Est ed Ovest in Germania fosse frutto del passato ha ricevuto una brutta sorpresa il 24 settembre scorso. E la presa d’atto di questa frammentazione che si riteneva superata assume un peso rilevante anche nelle trattative per la formazione del prossimo governo. I socialdemocratici hanno annunciato che andranno all’opposizione, indisponibili a sostenere una terza Grosse Koalition dal 2005, per cui la matematica non lascia spazio a grande fantasia: o Frau Merkel si allea con liberali e Verdi in un’inedita maggioranza a tre, oppure potrebbe cercare l’appoggio dei soli liberali in un governo di minoranza, altro esperimento per la politica tedesca.

Coalizione Jamaica uno schiaffo all’est?

Aldilà dei problemi di scarsa compatibilità programmatica tra il partito degli ambientalisti da un lato e conservatori e liberali dall’altro (ma non sono poche anche le divergenze tra conservatori e liberali stessi), la cosiddetta coalizione “Jamaica” (per via dei colori dei tre partiti) si mostra inopportuna proprio per le divisioni tra Est ed Ovest. Perché? La nascita di un governo nero-giallo-verde sarebbe percepita quasi uno schiaffo per i Laender orientali, dove tutte e tre le formazioni hanno subito un calo di consensi, performando bene, invece, nei Laender occidentali. Si risponderebbe alle richieste di cambiamento e alle proteste degli abitanti della ex Ddr con la proposizione di un governo degli “sconfitti” proprio ad est.

Il problema è che i vincitori del voto nella vecchia Ddr sono i due estremi: AfD e post-comunisti della Linke. Con entrambi sarà impossibile anche solo immaginare una coalizione, esclusa a priori da tutti gli altri schieramenti politici sin dalla campagna elettorale. E allora, il rischio è che qualsiasi cosa si faccia per recuperare quel gap territoriale esploso in faccia ai partiti di governo finisca per ampliarlo, accrescendo rabbia e diffidenze nei nuovi Laender. Paradossale per una cancelliera, che è anche la prima dal Secondo Dopoguerra a provenire da quelle terre un tempo oppresse dal comunismo. (Leggi anche: Scenario Jamaica in Germania, a Berlino regnerà solo tanta confusione)

Conservatori divisi, Frau Merkel debole

D’altra parte, lo stesso centro-destra tedesco è diviso al suo interno. I bavaresi della CSU minacciano esplicitamente di porre fine alla storica alleanza al Bundestag con la CDU, chiedendo una politica più rigorosa sull’immigrazione. Il loro leader e governatore della Baviera, Horst Seehofer, è sfidato apertamente da destra dal suo ministro delle Finanze, Markus Soeder.

L’avvio del negoziato con gli altri partiti non avverrà prima che siano stati sanati i problemi nello stesso mondo conservatore. Non è nemmeno detto, poi, che i Verdi appoggino un quarto governo Merkel, essendo la loro base poco incline a fare sconti a quelli che sono sempre stati avversari politici sul piano nazionale.

Frau Merkel dovrà sperare in un risultato positivo per il proprio partito o almeno in una mancata conferma dell’ascesa dell’AfD alle elezioni tra due settimane nel Land della Bassa Sassonia, dove i sondaggi danno CDU-CSU e SPD testa a testa intorno al 33% dei consensi, mentre terzi al 10% sarebbero i Verdi, seguiti da AfD, liberali dell’FDP e Linke. Un eventuale nuovo tracollo dei conservatori e/o un successo degli euro-scettici renderebbero le trattative per il governo ancora più difficili. La leadership della cancelliera è in crisi e rischia di finire male nell’ultimo mandato, quando avrebbe dovuto, in teoria, mostrarsi forte in Europa, in una sorta di reazione contro il populismo attorno alla propria persona. (Leggi anche: Germania, rivolta dei tedeschi in cabina)

 

 

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