MPS: salvataggio pubblico in 3 mosse, ma la Turchia colpisce Unicredit

Salvataggio di MPS pronto, ma sarà a carico dello stato. Nel frattempo, Unicredit potrebbe soffrire per il fallito golpe in Turchia.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Salvataggio di MPS pronto, ma sarà a carico dello stato. Nel frattempo, Unicredit potrebbe soffrire per il fallito golpe in Turchia.

Il salvataggio pubblico di MPS potrebbe essere ormai questione di qualche settimana. Solo quando saranno resi noti i risultati degli stress-test, si capirà di quale entità potrebbe essere l’aumento di capitale di Siena, al netto del fabbisogno necessario con la cessione delle sofferenze.

Su questo piano si starebbero muovendo anche le banche straniere. La proposta più ambiziosa verrebbe da JP Morgan, che ipotizza un salvataggio di 50 miliardi, di cui 10 a carico dello stato italiano. In cosa consiste? Il fondo Atlante si comprerebbe i crediti più a rischio di MPS per una decina di miliardi, smaltendoli esattamente della quantità desiderata dalla BCE al 2018. Ciò avverrebbe grazie a un prestito-ponte di 7 miliardi di JP Morgan ad Atlante, necessario per l’acquisto della tranche equity delle sofferenze bancarie, con l’obiettivo di innalzarne il prezzo sul mercato intorno al 30% del valore, riducendo il “buco” di capitale accusabile potenzialmente dagli istituti bancari italiani.

Ricapitalizzazione MPS, per UE sarebbe aiuto di stato

L’acquisto di tali sofferenze avverrebbe, però, al 20% medio del loro valore iniziale, sostanzialmente ai prezzi di mercato. In questo modo, l’intervento non comporterebbe perdite per i soci privati del fondo. Tuttavia, ciò creerebbe nel bilancio dell’istituto un buco di almeno 3 miliardi, visto che tali sofferenze sono iscritte a valori molto più alti. Da qui, la necessità di ricapitalizzare, operazione che il Tesoro agevolerebbe con un ruolo di garante.

La Commissione europea non sarebbe favorevole a questo schema, considerandolo un aiuto di stato, chiedendo che parte delle perdite ricadano in capo agli obbligazionisti di MPS. Inoltre, non è nemmeno detto che funzioni, se fosse limitato al solo caso senese.

 

 

 

Fallito golpe Turchia minaccia conti Unicredit

Ma le cattive notizie per il nostro sistema bancario non sarebbero finite. Una è arrivata in questi giorni con il fallito golpe in Turchia, che potrebbe costare caro a due grandi banche europee: la spagnola BBVA e l’italiana Unicredit. La prima è esposta per oltre il 5% del suo portafoglio crediti verso Ankara, la seconda per il 4%. La spagnola detiene il controllo del 39,9% di Garanti Bank, istituto con sede a Istanbul, mentre Piazza Gae Aulenti ha il 40,9% di Yapi Kredit Bank, uno degli istituti privati più antichi della Turchia.

I prestiti erogati alle imprese e alle famiglie turche generano più del 10% dei profitti delle due banche sopra citate, che potrebbero adesso essere parzialmente a rischio con la volatilità della lira turca e le tensioni geo-politiche nell’area. Una pessima notizia per Unicredit, che avrebbe bisogno ora più che mai di evitare nuove sofferenze sul fronte creditizio e di sostenere la sua redditività.

 

 

 

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Argomenti: Banche italiane, Crisi delle banche, Economia Italia