MPS salvata dallo stato, ecco cosa devono sapere gli obbligazionisti

Il governo salva MPS, che viene nazionalizzata. Attivato il piano di messa in sicurezza, gli obbligazionisti subordinati privati potrebbero non subire alcuna perdita. Vediamo il complesso meccanismo di tutela del risparmio.

di , pubblicato il
Il governo salva MPS, che viene nazionalizzata. Attivato il piano di messa in sicurezza, gli obbligazionisti subordinati privati potrebbero non subire alcuna perdita. Vediamo il complesso meccanismo di tutela del risparmio.

Il Consiglio dei ministri ha varato nella notte il decreto “salva risparmio”, con cui MPS viene nazionalizzata. Il Tesoro, che attualmente detiene già da quasi un anno e mezzo il 4% del capitale, salirà ulteriormente e diventerà azionista di maggioranza. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha rassicurato i piccoli investitori, sostenendo che la tutela nei loro confronti “sarà completa”.

Ma vediamo nei dettagli come avverrà il salvataggio.

Il Tesoro interverrà con un aumento precauzionale, dopo che l’offerta di conversione delle obbligazioni subordinate in azioni ha visto adesioni per soli 2,451 miliardi, insufficienti a coprire i 5 miliardi dell’aumento varato a novembre, anche perché nel frattempo si erano sfilati gli investitori “anchor”, come il fondo sovrano del Qatar, che aveva promesso di partecipare con almeno un miliardo alla ricapitalizzazione. E anche il fondo Atlante, che avrebbe dovuto acquistare la tranche “mezzanine” dei crediti deteriorati per 1,5 miliardi, aveva subordinato tale operazione all’assenza di un intervento statale. (Leggi anche: Crisi MPS, Atlante interviene solo a condizioni)

Niente bail-in, ma condivisione delle perdite con i privati

In ottemperanza alla direttiva comunitaria Brrd, il governo metterà a disposizione tutte le risorse necessarie ad adempiere alle richieste della BCE, ma senza fare scattare il bail-in, bensì il cosiddetto meccanismo del “burden sharing”, ovvero della condivisione delle perdite con gli investitori privati.

Le obbligazioni del tipo Tier I, in mano alla clientela istituzionale (banche, fondi, assicurazioni), saranno convertite in azioni al 75% del loro valore nominale, mentre le obbligazioni Tier II, in mano al canale retail (piccoli investitori privati), saranno convertite in azioni al 100% del loro valore nominale. (Leggi anche: Obbligazioni subordinate MPS, ufficiale “truffa” della conversione)

 

 

 

 

La tutela per i piccoli investitori

Non è finita, però, perché il Tesoro consentirà a questi ultimi, una volta scambiate le obbligazioni subordinate in azioni, di riottenere obbligazioni, ma del tipo senior, ovvero ordinarie, non subordinate, di nuova emissione e sempre al 100% del valore nominale. Le azioni così cedute saranno riacquistate dal Tesoro. I nuovi bond saranno garantiti dallo stato e godranno così di un rating uguale a quello sovrano.

Quest’ultima garanzia sarà importante, affinché MPS possa emettere nuovo debito nei prossimi mesi, a copertura dei 12 miliardi di bond in scadenza nel 2017. Infine, Padoan ha annunciato la sospensione della cessione dei crediti deteriorati per 27,7 miliardi lordi, che avrebbero dovuto fare introitare 9,2 miliardi attesi, un terzo del valore originario. Intanto, la Consob ha sospeso la negoziazione delle azioni MPS. (Leggi anche: Banche salvate con le tasse dei contribuenti)

Il passaggio dai bond subordinati ai senior

Dunque, gli obbligazioni subordinati retail dovrebbero stare relativamente tranquilli nel corso di queste festività. I loro bond saranno convertiti, infatti, al 100% del loro valore nominale, ma se lo vorranno, potranno tornare ad essere creditori della banca senese, mettendosi così al sicuro dalle fluttuazioni tipiche dei titoli azionari, cedendo questi ultimi al Tesoro e acquistando in cambio obbligazioni senior al 100% del valore iniziale dell’investimento.

In altri termini, l’operazione del governo consente loro di liberarsi dai bond a rischio e di ottenere altri titoli meno rischiosi. Peraltro, grazie alla garanzia pubblica apposta dal Tesoro, questi nuovi bond godranno della fiducia del mercato e, pertanto, dovrebbero reggere i prezzi. Ne consegue, ma è presto per dirlo, che gli attuali obbligazionisti subordinati, con una gestione accorta della situazione, potrebbero persino incrementare il valore dell’investimento da qui a un arco di tempo forse non lungo, confidando in un’accoglienza positiva dei nuovi titoli da parte degli investitori.

 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,
>