Motivazioni condanna Berlusconi, i giudici firmano compatti contro il Cavaliere

Depositate le motivazioni della sentenza del processo per i diritti Mediaset: le prime reazioni di Pd e Pdl. Berlusconi non si riconosce nell’ “ideatore” e parla di una condanna “fondata sul nulla”

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Depositate le motivazioni della sentenza del  processo per i diritti Mediaset: le prime reazioni di Pd e Pdl. Berlusconi non si riconosce nell’ “ideatore” e parla di una condanna “fondata sul nulla”

Ieri sono state depositate le motivazioni della sentenza del  processo per i diritti Mediaset che si è concluso con la conferma della condanna per Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale. Nel testo l’ex premier viene individuato come l’“ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo” (Processo Mediaset: “Berlusconi fu un ideatore di sistemi illeciti”).

Motivazioni processo Mediaset: i giudici compatti dalla parte di Esposito

Ma una cosa colpisce ancor prima della motivazione giuridica della condanna: la storica sentenza numero 35729/13 è stata firmata dall’intero collegio della Sezione feriale della Cassazione e non solamente dal relatore (Amedeo Franco) e il presidente (Antonio Esposito). Nel documento si leggono dunque anche le firme di Claudio D’Isa, Ercole Aprile e Giuseppe De Marzo. Una scelta che appare ai più una presa di posizione nella polemica sorta i primi di agosto in seguito all’intervista di Esposito a “Il Mattino”. Il giornale aveva intitolato “Berlusconi condannato perché sapeva, non perché non poteva non sapere” e tanto era bastato a creare un polverone: l’affermazione era stata infatti interpretata come un’indebita e inappropriata anticipazione delle motivazioni della sentenza depositate solo ieri. Per ritrovare nella giurisprudenza della Suprema corte dimostrazioni di compattezza simili bisogna risalire indietro agli anni 70-80, in particolare ad alcune sentenze di processi per mafia e terrorismo firmate a più mani. Nelle oltre 200 pagine di motivazioni la conferma della condanna appare come una strada obbligata posto che la “tenuta logica” della sentenza di II grado si presenta inattaccabile. Berlusconi, “dominus indiscusso” di Mediaset, aveva totale libertà d’azione e certamente sarebbe inverosimile individuarlo come la vittima di una “colossale truffa” proprio nel suo “campo d’azione”, ossia la mediazione dei diritti tv “da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizioni strategiche e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata alcuna denuncia”.  

Motivazioni condanna Berlusconi: le prime reazioni di Pd e Pdl

Immediate le reazioni.

Berlusconi parla di una “sentenza allucinante basata sul nulla” e poi mette le mani avanti “se pensano di eliminarmi è una ferita per la democrazia”. Schifani critica la conferma del teorema del “non poteva non sapere” rispolverando una polemica ormai spenta. Fabrizio Cicchitto attacca la Cassazione perché “non si è pronunciata sulla legittimità, ma sul merito. E anche sul merito si produce in un esercizio di alta acrobazia che si conclude con un bel tonfo” Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, definisce la condanna “pienamente giustificata” e chiarisce che a Berlusconi non possono essere concessi i “tempi supplementari” in giunta al Senato. Sulla stessa linea Alfredo D’Attorre, responsabile Riforme istituzionali della segreteria dei democratici. “Adesso il Pd può essere ancora più determinato e unito nel respingere qualsiasi ricatto del Pdl sulla decadenza di Berlusconi e per sostenere l’azione del governo nel segno dell’equità e del lavoro. Ci sono anche le condizioni per accelerare sulla riforma elettorale e per avviare in tempi certi l’iter di circoscritte riforme costituzionali che il Paese attende da decenni”

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