Morgan Stanley, le previsioni sulla Grecia: dall’uscita dall’euro alla “staycation”

Ecco i 3 scenari dipinti da Morgan Stanley per i prossimi mesi della Grecia. Intanto, il premier Alexis Tsipras chiede un incontro urgente a 5 a Bruxelles per evitare il default.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Ecco i 3 scenari dipinti da Morgan Stanley per i prossimi mesi della Grecia. Intanto, il premier Alexis Tsipras chiede un incontro urgente a 5 a Bruxelles per evitare il default.

La banca d’affari americana Morgan Stanley ha pubblicato una sua previsione sui 3 scenari possibili che la Grecia potrebbe, a suo avviso, affrontare nei prossimi mesi, assegnando a ciascuno una probabilità. Partiamo da quello ritenuto più probabile, la permanenza nell’Eurozona. Questo scenario è dato al 40%, in netto calo dal precedente 55%, presupponendo la fine della cosiddetta “trinità impossibile”. In sostanza, l’istituto prevede che Syriza, il partito del premier, dovrà rinunciare ad almeno una delle tre condizioni a cui aspira: la permanenza della Grecia nell’euro, la fine delle politiche di austerità e la prosecuzione del governo Tsipras.

I 3 scenari

Secondo Morgan Stanley, il premier greco potrebbe alla fine accettare un’austerità meno dura, magari ottenendo l’allungamento delle scadenze del debito pubblico e un nuovo taglio dei tassi, ma non lo stralcio del memorandum, come sinora richiesto. Un accordo sarebbe trovato con la mediazione decisiva della BCE. Secondo scenario: l’uscita dall’euro. Sarebbe probabile al 25% e si materializzerebbe, in particolare, se l’Eurozona non avvertisse un rischio reale dal ritorno della Grecia alla dracma. Le probabilità che ciò accada in seguito a un incidente sono reali.   APPROFONDISCI – La Grecia è a un passo dal default, l’uscita dall’euro sarebbe questione di tempo   Terzo scenario: la “staycation”. Probabilità al 35%. Si tratta di un’ipotesi intermedia. La Grecia non esce dall’euro, ma nei prossimi 3-6 mesi non attua il memorandum. La fuga dei capitali proseguirà e, anzi, s’intensificherà, con il risultato che Atene sarà costretta come Cipro a introdurre controlli sui capitali. In questo caso, le probabilità che esca dall’euro nei 12-18 mesi successivi salirebbero al 60%, mentre quelle che siano introdotti controlli sui movimenti finanziari al 40%.

Azioni e bond Grecia

Altra questione affrontata dalla banca americana è l’appetibilità delle azioni e dei bond greci. Morgan Stanley riconosce che nel caso di un accordo, i titoli azionari ellenici potrebbero crescere dell’88%, ma nel caso di un insuccesso, il loro valore potrebbe tendere a zero. La caduta nel caso di una “staycation” sarebbe del 35%. Lo stesso dicasi per i bond governativi. L’istituto mette in guardia dal farsi prendere per la gola da rendimenti decennali oltre il 10%, in un mondo in cui i Bund a 10 anni rendono lo 0,25% e i BTp meno dell’1,25%. Infine, attenzione ai titoli bancari greci, che pagherebbero l’eccessiva dipendenza delle banche dalla liquidità della BCE, stimata nell’ordine del 21,8-25%, tramite i fondi ELA. Se la loro raccolta dovesse diminuire del 20%, il fabbisogno finanziario crescerebbe a 80 miliardi, il 40% del pil. Se, poi, la Grecia uscisse dall’euro, le banche sarebbero travolte da perdite nell’ordine dell’11-16% del loro patrimonio netto tangibile. Il credito all’economia sarebbe di gran lunga ridotto e ci sarebbero numerosi fallimenti.   APPROFONDISCI – Grecia, l’America teme il peggio. Oggi le richieste di Tsipras e la BCE concede altra liquidità alle banche  

Tsipras chiede incontro urgente su crisi liquidità Grecia

La gravità della situazione è ben espressa anche dalla richiesta di queste ore del premier Alexis Tsipras al presidente di turno della UE, il polacco Donald Tusk, di un vertice a 5 con la cancelliera Angela Merkel, il presidente François Hollande, il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker e il governatore della BCE, Mario Draghi. L’oggetto dell’incontro sarebbe la crisi di liquidità più grave della storia greca, che potrebbe portare Atene dritta al default in poche settimane. Il vertice si terrebbe al margine dell’incontro europeo di giovedì sull’Ucraina, prima del bilaterale tra Grecia e Germania a Berlino. Da Bruxelles si apre alla possibilità del vertice a 5, anche se i tedeschi sarebbero contrari a mutare l’ordine del giorno di giovedì. Tsipras vorrebbe giungere a un compromesso almeno minimo di tipo politico, in modo da arrivare a uno sblocco immediato degli aiuti europei, altamente improbabile, date le distanze tra le parti.   APPROFONDISCI – Grecia: Tsipras ottimista, ma si aggrava la crisi di liquidità e sale lo scontro con Berlino  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: bond Grecia, Economie Europa