Moody’s cambia idea su Italia, Spagna e Portogallo. Fitch promuove Monti

Dopo mesi di attacchi all'Italia ora Moody's vede più vicina la fine del tunnel e Fitch lancia il suo elogio al governo Monti

di Enzo Lecci, pubblicato il
Dopo mesi di attacchi all'Italia ora Moody's vede più vicina la fine del tunnel e Fitch lancia il suo elogio al governo Monti

Appena una mese fa l’agenzia di rating Moody’s aveva inferto la sua ennesima sciabolata all’Italia e agli altri paesi periferici dell’area Euro con una serie di downgrade che avevano suscitato le vibranti proteste dei governi e della stampa dei paesi diretti interessati (Moody’s contro l’Italia: rating vicino a spazzatura). Il report diffuso questa mattina dalla stessa agenzia Usa sembrerebbe invece guardare con un’ottica completamente diversa a una situazione che, tutto sommato, non ci sembra poi così tanto differente  rispetto a quella di un mese fa. Un clamoroso cambio di opinione quindi (o un colpo di sole se si osserva la questione da un altro punto di vista) che non ha mancato di suscitare il profondo stupore da parte di quella stampa che appena una mese fa era in prima linea nelle critiche a Moody’s. Il Giornale ad esempio ricorda che l’odierna presa di posizione da parte di Moody’s avviene dopo mesi di attacchi al sistema Italia. Acqua passata sembrerebbe, perchè per la Moody’s versione estiva ora la crisi è a metà strada nel migliore dei casi e addirittura la fine del tunnel è vicina. All’entusiasmo dei giorni scorsi di Monti e di Passera si unisce ora anche l’ottimismo di chi appena un mese fa vedeva nerissimo sul futuro del nostro Paese. Venendo al report degli analisti, Moody’s ha affermato che l’Italia, la Spagna e il Portogallo potrebbero uscire dalla recessione entro la fine del prossimo anno se continueranno sulla strada delle riforme. Alla dissanguata Grecia e all’Irlanda sarà invece necessario un lasso di tempo maggiore per uscire dalla palude della crisi.  

Il parallelismo con Finlandia e Svezia

Per gli esperti l’attuale situazione di squilibrio dei paesi periferici è simile alla crisi che colpì Finlandia e Svezia tra il 1990 e il 1993. Allora alla Svezia servirono tre anni per uscire dalla recessione e tornare ai livelli pre crisi mentre alla ligia Helsinky nè servirono ben 6. Il paragone tra il caso dei paesi nordici e la situazione attuale dei paesi periferici dell’Europa spinge Moody’s ad affermare che “Su base comparativa le contrazioni registrate nei due Paesi iberici e in Italia sono relativamente modeste (almeno fino ad ora), simili a quelle della Svezia mentre i casi di Irlanda e Grecia (e qui la crisi non sembra aver ancora toccato il punto più basso) sono più simili a quello della Finlandia”. Ad ogni le riforme strutturale restano per l’agenzia Usa assolutamente importanti. “Gran parte della responsabilità -scrivono gli esperti- cadrà sui governi nazionali piuttosto che sui programmi esterni di aiuto“. “C’è un considerevole livello di rischio associato con l’implementazione di queste riforme che può essere mitigato solo da una forte impegno a livello nazionale e dalla capacità di controllare e dirigere il processo di riforma“.  

Anche Fitch plaude all’Italia di Monti

Sempre restando in tema di singolari coincidenze, quest’oggi è anche arrivato l’ok di Fitch al governo Monti. Secondo l’agenzia di rating infatti “l’attuale governo italiano ha tantissima credibilità”, ma Monti è chiamato ad adottare quei provvedimenti urgenti in grado di far uscire l’Italia dal tunnel della crisi. Per Fitch i problemi per il nostro paese potrebbero invece iniziare alla fine della legislatura.

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Argomenti: Crisi Euro