Moody’s contro l’Italia: rating vicino a spazzatura

Nel giorno dell'attesa asta di Btp a 5 anni, Moody's taglia il rating dell'Italia a Baa2. Le motivazioni dell'agenzia sono così scontante da sembrare un pretesto per dare un altro colpo all'Europa

di Enzo Lecci, pubblicato il
Nel giorno dell'attesa asta di Btp a 5 anni, Moody's taglia il rating dell'Italia a Baa2. Le motivazioni dell'agenzia sono così scontante da sembrare un pretesto per dare un altro colpo all'Europa

La scure di Moody’s è arrivata sul rating dell’Italia nel momento in cui Mario Monti stava per mettere piede in Usa dove terrà una serie di incontri finalizzati ad attrarre investimenti in Italia. Ancora una volta i tempi del downgrade di Moody’s sono sorprendenti anche se, come sta accertando la Procura di Trani, la strana simultaneità delle decisioni delle agenzie di rating non è più un mistero mentre resta tale l’atteggiamento dell’Europa che da anni, come è nel suo stile, discute sull’opportunità di regole nuove da dare alle agenzie Usa e sulla necessità di creare una agenzia di rating a livello europeo.  

Downgrade Moody’s: rating titoli italiani da A3 a Baa2

Chissà quindi cosa avrà pensato Monti che appena un paio di giorni per convincere gli italiani circa la necessità di tanti altri sacrifici aveva fatto riferimento a una guerra durissima da combattere, senza però dare specifiche sull’identità degli assalitori dell’Italia, dei loro complici e delle loro avanguardie. La mossa di Moody’s contro il nostro Paese, è sicuramente un colpo basso per almeno due motivi. Anzitutto l’entità del downgrade. Ad appena pochi mesi da un altro vigoroso taglio di rating gli analisti di Moody’s hanno infatti abbassato il giudizio sui titoli di stato dell’Italia a a Baa2 da A3, appena due grandini sopra il livello junk ossia spazzatura. L’outlook è stato confermato a negativo, segno che gli analisti ben presto interverranno con una ulteriore revisione al ribasso che metterà finalmente in linea l’Italia agli altri paesi dell’Europa periferica. Oltre alle dimensioni del downgrade, a stupire è la straordinaria puntualità dell’intervento di Moody’s. Non ci vuole infatti la sfera di cristallo per capir che la sforbiciata di Moody’s non mancherà di suscitare i suoi effetti in una giornata molto particolare per il nostro Paese. Oggi infatti si terrà un’attesissima asta di Btp a 5 anni, il primo appuntamento obbligazionario di una certa rilevanza dopo gli accordi europei. A portarci a definire colpo basso la mossa di Moody’s sono però soprattutto le motivazioni dell’agenzia. Nel suo report Moody’s fa riferimento alle deteriorate condizioni dell’area mediterranea, con la Grecia che rischia di uscire dall’Euro e la Spagna alle prese con il piano di salvataggio delle banche, e all’outlook economico italiano, con prospettive di crescita deboli e un tasso di disoccupazione in aumento. Insomma sicuramente una serie di fattori che tutto possono essere definiti tranne che nuovi. Addirittura nel momento in cui l’Europa autorizza lo stanziamento di 30 mld alle banche iberiche e la vittoria degli europeisti in Grecia allontana (almeno di un pò) la possibile uscita dall’Europa, Moody’s si sente di citare questi due fattori come cause del downgrade dell’Italia. L’agenzia supera poi se stessa quando fa riferimento all’instabilità politica dovuta all’approssimarsi delle elezioni previste per la primavera 2013.  Insomma l’unico modo che un paese in difficoltà ha per soddisfare gli analisti di Moody’s è quello di non andare mai a votare. Nel report di Moody’s sono citati tutta una serie di dati macroeconomici italiani degli ultimi mesi ma sono anche citate le importanti riforme varate recentemente dal governo Monti e definitive importanti ma di difficile attuazione a causa dell’opposizione ai partiti. In attesa quindi che tali riforme vengano applicate, Moody’s non sa fa altro che alimentare il circolo vizioso che sta mandando a picco i paesi periferici con il chiaro intento di sabotare un’Europa che da sempre si è messa nelle condizioni per essere sabotata.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economia Italia