Monti Premier della coalizione che accetterà la sua agenda

L'agenda Monti: tanti progetti per un'Italia migliore.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
L'agenda Monti: tanti progetti per un'Italia migliore.

Mario Monti ha voluto sottolineare che non sarà candidato a nessun collegio in particolare, poichè è già Senatore a vita, ma “se una o più forze politiche , con una credibile adesione a questa agenda, manifestassero il proposito di candidarmi alla presidenza del Consiglio, allora valuterei la cosa. A nessuno si può impedire di fare questo”.  Come a dire che non si candida, ma non impedirebbe ad altri di candidare il suo nome. Ma le forze che manifesteranno una adesione convinta all’agenda Monti avrebbero anche l’apprezzamento e l’incoraggiamento del Premier dimissionario, che non si tira indietro nel caso il Parlamento in futuro volesse affidargli responsabilità. Ma Monti continua a ribadire che non si schiera inora è stato chiesto ai cittadini di schierarsi per qualcuno per schierarsi contro qualcun altro: io non mi schiero con nessuno, vorrei che partiti e forze sociali si schierassero sulle idee” anche se si augura che le idee che si trovano nella sua agenda possano essere condivise dalla futura maggioranza di governo.  

L’agenda Monti

Si è fatto tanto parlare di quello che contiene l’agenda Monti, vediamo cosa dice in proposito il Premier “La nostra agenda non è indirizzata al centro, non a destra e non a sinistra: è modestamente un’agenda erga omnes, chiunque trova titolo di interesse la consideri. Non distruggere ciò che con grandi sacrifici si è fatto”: questo è il primo punto del documento ‘cambiare l’Italia, riformare l’Europa:agenda per l’impegno comune”. Riguardo l’IMU “L’Italia è un Paese che può sorridere, perché ha risorse straordinarie […] deve ritrovare quel tanto di fiducia che serve per fare più bambini: si sta autodistruggendo; l’agenda consiste nell’evitare pericolosissimi e illusioniostici passi indietro e deve andare avanti.” Togliere l’Imu secondo Monti sarebbe “una proposta bellissima e piena di attrattiva popolare” ma  “E’ bellissimo e allora io direi anche ridurre le tasse o reintrodure il concetto che le tasse significa mettere le mani nelle tasche degli italiani…Ma se si farà senza altre grandissime operazioni di politica economica, chi verrà al governo un anno dopo – e non dico dopo cinque anni – dovra mettere l’Imu doppia”. Si parla anche di lavoro, ma il governo dovrà guardare al lavoro con un occhio moderno e non con la forma antica. No anche alle leggi ad personam, ma ad nazionem, riferendosi chiaramente al Cavaliere  “un concetto semplice: è meglio fare leggi ad nazionem e non ad personam. Occorre un rafforzamento della disciplina del falso in bilancio, un ampliamento della disciplina sul voto di scambio, un trattamento in materia di prescrizione, una disciplina sulle intercettazioni e una più robusta disciplina sul conflitto d’interessi” Sul suo anno di mandato Monti è molto soddisfatto, il lavoro svolto dal suo governo ha ottenuto i risultati che doveva ottenere: superare l’emergenza del momento “posso dire che l‘emergenza finanziaria è superata, gli italiani possono di nuovo essere cittadini d’Europa a testa alta. Non abbiamo usato la strettoia degli aiuti dell’Ue e del Fondo Monetario. Mi ero presentato qui con diversi dei miei colleghi il 4 dicembre 2011 a pochi giorni dell’insediamento: avevamo illustrato provvedimenti presi dal cdm e avevamo rappresentato il quadro periglioso nel quale si trovava il paese” Cosa suggerisce quindi Monti per il futuro? Il taglio delle tasse con la patrimoniale, “Ridurre le tasse diventa possibile” trasferendo  “sui grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio” senza però causare fughe di capitale. L’Agenda Monti, 25 cartelle che spiegano come migliorare il destino dell’Italia,  dalla patrimoniale al lavoro, dal cambiamento della legge elettorale alla riduzione dei rimborsi elettorali e una riduzione molto drastica dei contributi pubblici, divieto di cumulo di indennità e retribuzioni per onorevoli e politici, reddito di sostentamento minimo e detassazione del lavoro femminile. Sembra che Monti voglia concentrare in queste 25 pagine quello che non gli è stato concesso fare durante il suo anno di mandato, quello che potrebbe fare avendo una sua maggioranza che non gli ponga regole e divieti. vedremo se qualche forza politica deciderà di fare sua l’Agenda Monti.

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Argomenti: Politica