Monti bis: la nuova legge elettorale apre la strada alla riconferma anche senza investitura popolare

Monti a capo di una coalizione di cattolici e borghesi? Per Di Pietro “è un ricatto”

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Monti a capo di una coalizione di cattolici e borghesi? Per Di Pietro “è un ricatto”

In questi giorni il Presidente del Consiglio Monti si trova all’estero per proporre agli investitori più abbienti il “prodotto” Italia. E proprio dall’estero arrivano notizie che potrebbero cambiare drasticamente il futuro del nostro Paese. Un aforisma di Mark Twain dice “se votare facesse qualche differenza non ce lo farebbero fare” e pare proprio che Monti stia studiando il modo per risedere alla poltrona più importante di Palazzo Chigi. Il premier si muove con discrezione: parla del nuovo Governo sperando che continui sulla sua opera per ristabilire l’economia italiana ma intanto stringe rapporti internazionali per fare in modo che siano proprio questi ultimi, e indipendentemente dall’espressione della volontà popolare. A fare pressioni per la prosecuzione del suo mandato.   Riforma elettorale e coalizione politica: sistema proporzionale e partito conservatore alla base del Monti bis   Per ipotizzare un piano del genere occorre certamente una base politica e normativa e proprio in quest’ottica si inserisce la nuova legge elettorale (che si sta spostando in senso proporzionale) e l’ipotesi di una maxi coalizione formata da ultraconservatori cattolici e borghesi (da Montezemolo a Riccardi, da Casini a Fini). E non a caso la stampa estera ha già iniziato a prodigarsi in complimenti rivolti a Mario Monti e al suo impegno per risanare l’Italia.   Nascono come tecnici e diventano politici: il Monti bis diventa realtà   La notizia del Monti bis piace meno a molti italiani ma soprattutto alla classe politica che spera di salire al governo nella prossima legislatura e che non vede di buon occhio questo strizzare l’occhio dei tecnici alla politica. In risposta alle parole di Monti, che ha invitato il nuovo governo a non gettare alle ortiche il lavoro fatto, Di Pietro ha parlato di un vero e proprio ricatto. Il leader dell’Idv ha interpretato così le parole del premier “O io rivado al governo o agli investitori stranieri dirò che non garantisco per il futuro”. E con stranieri più che all’Europa si pensa agli Stati Uniti.  

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Argomenti: Politica