Monti attaccato dal Wall Street Journal: il vento è cambiato?

Secondo il Wall Street Journal "La luna di miele di Mario Monti è finita". Semplice delusione o nuova tappa dell'attacco degli Usa all'Europa

di Enzo Lecci, pubblicato il
Secondo il Wall Street Journal

Ha provocato un certo impatto sui quotidiani nostrani l’articolo di apertura del rinomato Wall Street Journal. L’edizione odierna del prestigioso quotidiano economico infatti titola a tutta pagina: “La luna di miele di Mario Monti è finita“. Il relativo articolo è tutto incentrato sulla crisi economica italiana e sull’atteggiamento del governo Monti. Un eloquente immagine che ritrae Monti con le mani sui fianchi e l’espressione tra il disperato e il comico, fa da contorno ad uno scritto che rappresenta una sorta di bocciatura generale del giornale della finanza Usa verso il governo italiano. Secondo il Wall Street Journal, il premier italiano, anche alla luce della incosciente uscita della ministra delle finanze dell’Austria, è per la prima volta sulla difensiva. Il prestigioso quotidiano afferma, in particolare “negli ultimi giorni  l’aura che finora ha circondato Monti sembra svanire, con gli investitori e i parlamentari italiani che guardano con occhio critico ai problemi irrisolti in agenda, come la riforma del lavoro, i tagli alla spesa pubblica e i piani per modernizzare il sistema di giustizia“. Una frase che lascia intendere che il governo Monti si stia dimostrando incapace di gestire la crisi economica, provocando così la delusione di investitori e parlamentari.

Questione di prospettive

Un giudizio, quello del giornale della city americana, che va inteso come semplice bacchettato dovuta alla delusione degli ambienti di Wall Street oppure come un mutamento dei rapporti tra la finanza Usa e l’Italia con la prima che ora punta a mandare al tappeto il nostro paese? I cambi di giudizio, quando il vento è favorevole, non ci sono mai piaciuti e su InvestireOggi abbiamo spesso criticato i provvedimenti di Monti, partito con i favori di tutti i media e poi progressivamente scaricato. Ma affermare, come fa il Wall Street, che lo stop delle varie riforme forti avrebbe provocato la delusione del mondo politico, ci sembra quantomeno una forzatura creata ad arte per avere un ulteriore argomento per dare addosso all’Italia in questo momento così delicato. Forse al Wall Street Journal sfugge che i primi a boicottare il lavoro di Monti sono stati proprio i partiti italiani! E forse il Wall Street Journal dimentica anche quelli che sono stati i reali motivi che hanno portato alla nomina di Monti e tra questi di certo non c’è la riforma della giustizia. Ma questo è un altro discorso.    

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Argomenti: Economia Italia

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