Monti agli sceicchi: comprate, tanto l’Italia è a buon mercato

Tour arabo per il premier Mario Monti che dimostra, sempre di più, di non essere intenzionato a farsi da parte. "Dopo di me il diluvio", sembra lasciar intendere il presidente del Consiglio. Eppure in un anno di cura montiana, la situazione economica è solo peggiorata

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tour arabo per il premier Mario Monti che dimostra, sempre di più, di non essere intenzionato a farsi da parte.

E’ iniziato ieri il tour arabo di Super Mario Monti. Il premier italiano è giunto ieri in Kuwait, dove ha incontrato diversi sceicchi, oltre ai rappresentanti istituzionali, nella volontà di convincerli ad investire in Italia. I titoli a reddito fisso e le aziende sono sotto-valutati, ha sostenuto Monti, per cui oggi qualunque persona avveduta capirebbe che sarebbe conveniente investirvi, anche perché l’Italia ha bisogno di capitali e tali titoli sono destinati certamente a crescere di valore, visto che il nostro Paese, avendo perso 10-15 anni di crescita rispetto all’Eurozona, ha ora maggiori potenzialità degli altri. Anche perché, ha aggiunto il premier, molti si sono accorti all’estero che l’Italia si starebbe rimettendo sulla giusta carreggiata, attraverso il risanamento, le politiche di rilancio della crescita, della lotta alla corruzione e all’evasione fiscale. Al contempo, Monti ha spiegato che l’Italia intende sostenere le imprese italiane nella fase di registrazione all’estero, come in Kuwait, necessaria alla partecipazione a gare pubbliche, grazie a un processo di semplificazione. Il riferimento è stato al piano da 150 miliardi che il Kuwait ha varato, consistente nella costruzione di 8 ospedali e altre opere infrastrutturali, come la realizzazione di impianti petroliferi, con l’intento di fare salire la produzione giornaliera da 3,1 a 3,5 milioni di barili. Il premier ieri si trovava nello stato arabo in compagnia dell’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, spiegando che la società dispone oggi di un attivo di 300 miliardi, utili per sostenere il sistema industriale italiano. E la Cdp è in questi giorni alle prese con diversi dossier, come la trattativa con le fondazioni bancarie, che ne detengono il 30%, per valutare le risorse necessarie che queste dovrebbero corrispondere per mantenere inalterata la loro quota. E sempre di questi giorni è lo stop alle trattative con Telecom Italia, riguardo all’acquisizione da parte di Cdp della rete fissa, per la quale la compagnia vorrebbe non meno di 15 miliardi, cifra ritenuta eccessiva dalla controparte.  

Monti si ricandida? Strano comportamento di un tecnico che fa politica

Ma una battuta molto infelice di Monti ha scatenato ieri le reazioni del mondo politico. Alla domanda di un giornalista sul futuro dell’Italia, il premier ha risposto di non potere garantire per il futuro (dopo le elezioni), sostenendo che chi verrà dopo di lui dovrebbe proseguire il lavoro su crescita, giustizia e lotta all’evasione. Parole, che sono state intese come un’implicita volontà di Monti di dimostrarsi l’unico interlocutore credibile agli occhi degli investitori stranieri, palesando il timore che dopo il suo governo la comunità internazionale potrebbe riperdere fiducia nel nostro Paese. Polemiche a destra e sinistra, dove le fazioni anti-Monti hanno sottolineato la scarsa dimestichezza con la democrazia del nostro presidente del consiglio, il quale sembra non mostrare alcun rispetto per la volontà che gli elettori mostreranno di avere in primavera, quale che essa sia. “Dopo di me il diluvio” sembra essere la convinzione ostentata da Mario Monti, il quale a un anno esatto dal suo insediamento può vantare l’aumento del debito sul Pil, un’Italia in recessione questo e il prossimo anno, un calo dei consumi privati, della produzione industriale e il mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio al 2013, senza che lo spread abbia beneficiato di una virgola dell’esecutivo tecnico, essendo sceso moderatamente da fine luglio ad oggi solo per il varo del piano anti-spread della BCE di Mario Draghi (Un anno di Monti, Italia sempre più in alto mare e Governo Monti: un anno di tasse per gli italiani). Speriamo che il premier rinunci ad altre gaffe oggi e domani, quando sarà in visita rispettivamente in Qatar, Oman ed Emirati Arabi. Perché avrà fatto più danno quella frase sulla mancata garanzia sul futuro, piuttosto che avere avuto efficacia le disquisizioni sui successi presunti del suo governo. Ma volete vedere che il presidente bocconiano sia sempre meno interessato all’economia e sempre più attratto dalla politica? Costi quel che costi!

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Argomenti: Economia Italia

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