Monete digitali business da 60 miliardi, non solo Bitcoin

Non solo Bitcoin, perché il mondo delle monete digitali sta passando di record in record e ora vale 60 miliardi di dollari. Ma cosa ne alimenta il successo quasi improvviso?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Non solo Bitcoin, perché il mondo delle monete digitali sta passando di record in record e ora vale 60 miliardi di dollari. Ma cosa ne alimenta il successo quasi improvviso?

Si passa di record in record con i Bitcoin, i cui prezzi sono arrivati oggi a ridosso dai 1.955 dollari, portando la capitalizzazione complessiva del suo mercato mondiale a 31,9 miliardi di dollari, circa 4 in più rispetto alla settimana scorsa. Dall’inizio dell’anno, i guadagni sono pari a oltre il 100%, dopo che il 2016 si era chiuso già con un +123%. Su base settimanale, un’unità di Bitcoin vale 200 dollari in più. Adesso, la soglia dei 2.000 dollari sembra alla portata. Cosa stia alimentando un boom inatteso, almeno in queste dimensioni, non sembra così facilmente comprensibile. (Leggi anche: Bitcoin, previsioni per il 2017)

Di certo, il via libera delle autorità giapponesi all’utilizzo della moneta digitale come metodo di pagamento sta avendo un ruolo determinante, ma pare che anche il caos in alcune economie stia facendo la sua parte. Non ultimo, il possibile impeachment del presidente brasiliano Michel Temer, dopo che sarebbe stata registrata una sua conversazione con un big dell’industria nazionale, in cui avrebbe avallato il pagamento di una tangente.

Non solo Bitcoin come moneta digitale

Il Brasile è la prima economia sudamericana, per cui è naturale che abbia un impatto sui mercati, Bitcoin inclusi, che sempre più stanno diventando un’alternativa tra gli investitori per segnalare la loro sfiducia verso i mercati finanziari tradizionali e per puntare i capitali su assets non “manipolabili” della banche centrali. (Leggi anche: Cosa spinge prezzi Bitcoin)

In effetti, i Bitcoin non sono l’unica moneta digitale esistente, sebbene ancora siano i più noti e anche i più diffusi. Ethereum sta erodendo quote di mercato con il suo quasi 20%, dopo che i suoi prezzi sono esplosi dagli 8 dollari di inizio anno ai 115 attuali. La loro crescita risulta, pertanto, di circa 12-13 volte superiore a quella registrata dai Bitcoin nello stesso arco di tempo. Al momento, la moneta digitale capitalizza sui 10 miliardi.

Monete digitali valgono 60 miliardi

Secondo CoinMarketCap, il valore di mercato di tutte le monete digitali negoziate era di 50 miliardi di dollari al termine della settimana scorsa, ma già ieri risultava arrivato a 60 miliardi, in mano a 3 milioni di investitori, anche se per uno studio della Cambridge University potrebbero già essere arrivati a 6 milioni. Per quanto elevate possano apparire tali cifre, è evidente che non rappresentino nemmeno un millesimo del valore complessivo di capitalizzazione delle borse mondiali, ma la velocità con cui le monete digitali si stanno diffondendo stupisce anche chi ha creduto sin dall’inizio in questi nuovi assets. (Leggi anche: Bitcoin, moneta digitale sempre più popolare)

A conferma che si tratti di una nuova forma di investimento vi è il cambio di atteggiamento mostrato negli ultimi tempi dalle autorità monetarie nazionali, oltre che della grande stampa internazionale. Se fino alla fine del 2013 la SEC americana minacciava di adottare azioni contro questo nuovo mercato, adesso sembra disposta, a determinate condizioni, a prendere in considerazione l’istituzione di un Etf sui Bitcoin, sebbene abbia respinto un’apposita richiesta dei fratelli Winklevoss a marzo. Gli USA non vorrebbero più lasciare il dominio di questo nuovo business all’Asia, specie alla Cina, dove avviene ancora oggi la gran parte delle transazioni.

Le criticità con Bitcoin

La settimana scorsa, nemmeno il virus WannaCry, che minacciando i titolari di circa 200.000 PC in 150 paesi del mondo ha chiesto un’estorsione di 300 dollari a testa in Bitcoin, ne ha scalfito l’immagine, nonostante da tempo i media li considerino uno strumento di affare per le mafie e i malintenzionati, i quali possono così godere dell’assoluto anonimato nelle transazioni. (Leggi anche: Nemmeno virus WannaCry scalfisce mercato Bitcoin da 30 miliardi)

Restano alcune criticità per i Bitcoin. Una è l’aumento vertiginoso del tempo necessario ad eseguire una transazione, raddoppiato in un anno a 20 minuti. E sono esplosi anche i costi delle commissioni, passati mediamente da 11 centesimi a 1,70 dollari. Dunque, si compra e vende in Bitcoin a costi nettamente più alti e in tempi più lunghi. Per cercare di rispondere alla crescente domanda, tenendo conto che il numero massimo di Bitcoin che potrà essere emesso in circolazione sarà di 21 milioni di unità, sono nati due gruppi in seno alla comunità con altrettante idee diverse su come risolvere il problema, tanto che si parla anche di possibile scissione del mercato, con l’emissione di una nuova moneta digitale.

Le ragioni del boom

Quel che emerge dal boom delle monete digitali è che segnalerebbero una crescente disaffezione verso le istituzioni finanziarie, percepite quali vulnerabili e manipolabili dalle banche centrali e non solo. Lo stesso oro, che pure assolverebbe un compito di protezione dei capitali dai vari rischi, adesso non viene percepito più immune dai rischi medesimi da una quota forse minoritaria, ma certamente crescente di investitori nel pianeta. Il resto lo stanno facendo diverse crisi in lungo e in largo nel mondo, dalla fuga dei capitali in Cina alla demonetizzazione avviata in India, passando per le tensioni costanti nell’Eurozona a quelle nel Sud America, stretta tra collasso economico del Venezuela e crisi politica incessante in Brasile. (Leggi anche: Bitcoin, prezzi superano oro e potrebbero raddoppiare)

Infine, le monete digitali offrono riparo a quanti hanno il desiderio, quale che ne sia il motivo alla base, di investire in maniera anonima, in una società dove ormai la privacy è quasi inesistente, essendo le transazioni tracciate e non essendo più quasi possibile effettuare grossi scambi in contanti. Piaccia o meno, per scopi limpidi o no, una fetta del mercato si è creata una via di fuga, un mondo parallelo, che non può più essere guardato con simpatica ironia.

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Argomenti: Altre economie, Bitcoin, bolla finanziaria, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia

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