Monete da 1 o 2 centesimi, nessun peso per l’inflazione: perché non ci mancheranno

Ancora 7 miliardi da smaltire, parliamo delle monetine da 1 o 2 centesimi in circolazione.

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Ancora 7 miliardi da smaltire, parliamo delle monetine da 1 o 2 centesimi in circolazione.

Dal 1°gennaio 2018 la Zecca non conia più le monetine da 1 o 2 centesimi e i negozi devono arrotondare al multiplo di 5 per i pagamenti in contanti. Nelle nostre case, però, esistono ancora migliaia di monetine di piccolo taglio da smaltire.

Ancora 7 miliardi da smaltire

Per i negozianti non ci sono stati disagi, per lo Stato, come fa notare la Repubblica in un recente articolo, si tratta di un piccolo risparmio ma c’è ancora l’ombra dei possibili rincari. La realtà è che ad un anno dallo stop della produzione di monetine di piccolo taglio tra banche, esercenti e privati ci sono ancora 7 miliardi di ramini in circolazione. Pochi problemi a carattere tecnico. Lo Stato, smettendo di coniare le monetine, ha risparmiato 1,87 milioni di euro, i consumatori si sono ritrovati con meno ramini fastidiosi da portare dietro. C’è sempre il discorso sugli arrotondamenti per i pagamenti in contante visto che gli esercenti devono correggere al multiplo di cinque più basso. Molti supermercati hanno fatto notare che l’addio alle monetine non ha causato nessun disagio e non ci sarebbero stati neppure problemi per quanto riguarda l’arrotondamento. Si temeva per eventuali rincari dei prezzi con il rischio della salita dell’inflazione ma al momento, anche qui, non sembrano esserci problemi. L’Istat ha diffuso i dati sull’inflazione pochi giorni fa; l’indice dei prezzi dei beni a più largo consumo, è  aumentato nel 2018 dell’1,2% rispetto all’+1,5% del 2017.

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Come scrive Repubblica, riportando le parole di Federico Polidoro, responsabile del Servizio Sistema integrato sulle condizioni economiche e i prezzi al consumo dell’Istat “”I prezzi utilizzati per calcolare gli indici dei prezzi al consumo sono sempre registrati al centesimo di euro. Quindi l’andamento dell’inflazione tiene conto di scostamenti di piccola entità che si dovessero determinare sul mercato per i diversi prodotti del paniere, incorporando anche fenomeni di arrotondamento dei prezzi che si fossero eventualmente verificati a causa dello stop al conio delle monete di piccolissimo taglio, sebbene – osserva Polidoro – non ne siano stati misurati gli effetti specifici”.

L’Italia paese del contante

l’Italia, in ogni caso, rimane il paese dove si usa più contante rispetto ad altri paesi europei dove i pagamenti digitali stanno prendendo sempre più piede. In ogni caso nessuno sta sentendo la mancanza delle care monete di piccolo taglio. La stessa sorte dovrebbe toccare alla banconota da 500 euro ma in questo caso il discorso è diverso; oltre ad essere poco utilizzata per via del valore molto alto, in pochi girano con una banconota da 500 euro in tasca insomma, questa viene utilizzata per il riciclaggio come avevamo visto nell’articolo Addio alla banconota da 500 euro: stop alla produzione da fine gennaio, si potrà ancora usare?

 

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